Moto Gp, dalla Honda accuse pesanti a Valentino. E Marquez ora fa la vittima…

Valentino Rossi
Valentino Rossi (Getty Images)

Cornuto e mazziato. Così potrebbe sentirsi Valentino Rossi all’indomani del Gran Premio di Valencia che ha proclamato vincitore del Mondiale Jorge Lorenzo, con evidente aiutino di una Honda abbastanza compiacente della vittoria dello spagnolo. Al termine della gara solo parole pesanti per Valentino da parte di Livio Suppo, direttore sportivo della scuderia giapponese: ”Ci dispiace che ci siano queste dietrologie – commenta ai microfoni di Sky Sport – su 18 gare abbiamo portato via punti sia all’uno che all’altro senza fare distinzioni ma il clima che si è creato, non lo abbiamo creato noi. Abbiamo fatto il massimo ma era difficile stare sereni in questo clima. Potenzialmente, tra l’altro, Marquez e Pedrosa era i migliori alleati di Valentino ma oggi Jorge è stato più forte. A Sepang le traiettorie cattive le facevano in due, erano in due che non volevano mollare la posizione”.

Poi è il turno di Marc Marquez, che ora fa la vittima e si sente addirittura insultato da Rossi: ”Ho sentito quello che ha detto Valentino, che ha messo in dubbio la mia gara e quella di Dani, e per me, che sono un pilota che dà sempre il 100% per vincere, è una mancanza di rispetto, un insulto – le parole riferite da Marca – Queste sue frasi pesano molto sui tifosi, ha fatto valere il suo carisma per tutta la carriera ed è il punto di riferimento di ogni pilota ma per me, per quella che è la mia mentalità, dire che non ho voluto vincere e che sono andato in pista per aiutare un altro pilota è offensivo perché salgo in moto sempre per vincere. Se avessi voluto fare da guardaspalle a Lorenzo avrei girato a 5 o 10 secondi da lui, non a due decimi. Sarebbe stato più semplice non correre rischi. È davvero dura sentire queste cose perché ho dato il 100%, come quando in Australia ho regalato a Rossi 5 punti. Dire che ho fatto da tappo è un insulto, accusarmi di non dare tutto equivale a un insulto e a una mancanza di rispetto. A un pilota vincente come il sottoscritto non passa per la testa”.

M.O.