Ibrahimovic, parole al miele dello svedese verso il Milan!

Zlatan Ibrahimovic
Zlatan Ibrahimovic (Photo by Xavier Laine/Getty Images)

Zlatan Ibrahimovic e il Milan, una storia interrotta a metà e che in futuro, chissà, potrebbe anche riaprirsi. I fatti li ricordiamo tutti. Nell’estate 2012 il club rossonero riceve un’offerta monstre dal Psg per lo svedese e per Thiago Silva e cede entrambi al club parigino. In quel periodo il Milan aveva bisogno di liquidità e la scelta era stata questa. Ma negli anni si è capito come quella scelta sia stata l’inizio della fine per il club rossonero. Lo stesso ‘Ibra’, intervistato oggi da La Gazzetta dello Sport, dice che mai avrebbe voluto lasciare quel club: ”Ero grato al Milan. Per me è il club più grande in cui abbia mai giocato. E io ho giocato in tanti club importanti. Ma il Milan non ha paragoni: come lavorano, l’organizzazione… E poi che squadra fantastica avevamo. San Siro, la città, la gente, la lingua: ho ricordi bellissimi. L’ho sempre detto: l’Italia è la mia seconda casa. Mi sono trovato molto bene lì. E fosse stato per me non avrei lasciato il Milan”.

Le voci che davano Ibrahimovic di ritorno al Milan lo scorso Luglio non erano infondate, anzi. ”L’estate scorsa c’è stata un’offerta concreta del Milan – conferma l’attaccante del Psg, a cui ieri è stato consegnato il decimo Pallone d’Oro svedese -. Se io avessi detto sì, avremmo fatto l’affare. Ma non siamo mai arrivati fino a quel punto, non era quello che volevo”.

E in futuro? Zlatan risponde così, tenendo comunque sempre una porta aperta al ritorno in Italia: ”Come ho detto, l’Italia è la mia seconda casa. È il posto dove sono diventato famoso, con la Juventus. All’Ajax non ero ancora una stella internazionale. In bianconero è cambiato tutto: il mondo ha aperto gli occhi e mi ha visto. A parte l’anno al Barcellona, ho giocato e vissuto in Italia dal 2004 al 2012. Ho vinto il campionato con i tre club più grandi, Juventus, Inter, Milan. Sono diventato capocannoniere, sono stato scelto come miglior giocatore. Per me quello resta il campionato migliore del mondo. E anche il più difficile per un attaccante, perché si pensa prima a non prendere gol, che a farli. In ogni caso il vostro Paese resterà nel mio cuore”.

M.O.