Il business dei clandestini in mano ai circhi: 40 fermi

Circo (VIKTOR DRACHEV/AFP/Getty Images)
Circo (VIKTOR DRACHEV/AFP/Getty Images)

La procura di Palermo ha scoperto un’organizzazione transnazionale che avrebbe favorito l’ingresso illegale dei migranti: una quarantina i fermi e le ordinanze di custodia cautelare emessi in queste ore, mentre l’operazione è ancora in corso. Secondo l’inchiesta condotta dalla sezione Criminalità straniera della squadra mobile, e condotta dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dai sostituti Luca Battinieri, Daniela Varone ed Enrico Bologna, l’organizzazione criminale si avvaleva della complicità di impresari circensi e dipendenti pubblici corrotti per far entrare illegalmente in Italia centinaia di clandestini.

Nello specifico, è finito in manette un insospettabile dipendente dell’assessorato al Lavoro della Regione Siciliana, che si sarebbe mosso in prima persona per far ottenere false autorizzazioni all’assunzione nei circhi firmata dalla Regione a statuto speciale. Nei guai sono finiti inoltre 18 titolari di circhi: tra loro Lino Orfei e Alvaro Bizzarro, animatori degli omonimi circhi, e Darvin Cristiani del Circo Praga. Coinvolti nell’inchiesta anche i titolari dei circhi Coliseum Sandra Orfei, Città di Roma, Smart Shane, Kumar, Vienna Roller, Caroli, Wigliams Brother, Jonathan, Apollo, De Blais, Meraviglioso, Aris Martini, Martini Cirque D’Europe, Acquatico Denji Show e Acquatico Splash.

L’operazione, dunque, ha coinvolto diverse questure italiane, con gli agenti di polizia che hanno raggiunto e arrestato gli imprenditori circensi dove erano allestiti i loro tendoni. I finti ballerini, attrezzisti e facchini arrivavano dall’India, dal Bangladesh, dal Pakistan e pagavano fino a 15mila euro all’organizzazione criminale per ottenere la falsa assunzione. Di questa cifra, un quinto finiva nelle casse dei gestori dei circhi. Rileva il capo della Mobile Rodolfo Ruperti, commentando l’operazione: “Negli ultimi due anni sono entrati illegalmente in Italia più di 600 persone, solo sulla carta andavano a lavorare nei circhi. In realtà, attraverso questo sistema, è stato alimentato un giro d’affari criminale che ammonta a 7 milioni di euro”.

GM