Olio taroccato: attenti alle frodi!

Olio d'oliva (David Silverman/Getty Images)
Olio d’oliva (David Silverman/Getty Images)

Nei giorni scorsi, il pm Raffaele Guariniello ha iscritto sul registro degli indagati per frode in commercio i responsabili legali di sette note aziende produttrici di olio, vale a dire Carapelli, Santa Sabina, Bertolli gentile, Coricelli, Sasso, Primadonna (confezionato per la Lidl) e Antica Badia (per Eurospin). Secondo quanto risultato dalle indagini, l’olio era venduto come extravergine nella grande distribuzione, ma era di categoria “2”, ovvero semplice “olio vergine”, meno pregiato e soprattutto meno costoso.

L’inchiesta è nata nel giugno del 2015 con l’arrivo di una segnalazione, inviata al procuratore Guariniello in persona, dal mensile ‘Il Test’. “Seguiamo con attenzione l’evoluzione delle indagini della Procura di Torino, perché è fondamentale tutelare un settore strategico come quello dell’olio d’oliva italiano”, erano state le parole del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, riportate in una nota, che proseguiva: “Da mesi abbiamo rafforzato i controlli, soprattutto in considerazione della scorsa annata olearia che è stata tra le più complicate degli ultimi anni”.

“Nel 2014 il nostro Ispettorato repressione frodi ha portato avanti oltre 6 mila controlli sul comparto, con sequestri per 10 milioni di euro. È importante ora fare chiarezza per tutelare i consumatori e migliaia di aziende oneste impegnate oggi nella nuova campagna di produzione”, concludeva Martina, mentre da più parti Codacons, Federconsumatori, Adusbef, ma anche la Coldiretti chiedono l’impegno per provvedimenti seri contro questo tipo di truffe.

“Se si vuole acquistare un buon extravergine italiano bisogna fare attenzione ai prodotti venduti a meno di 6-7 euro al litro che non coprono neanche i costi di produzione”, spiega la Coldiretti, che consiglia “di guardare la scadenza e preferire l’extravergine nuovo guardando l’annata di produzione che molti indicano volontariamente in etichetta. In vendita c’è infatti anche l’olio delle scorso anno che è stato drammatico per il Made in Italy”. Diverso il discorso per quest’anno: “Il raccolto in Italia è buono, con un aumento stimato in oltre il 30 per cento della produzione di olio rispetto al 2014, con una qualità ottima per l’andamento climatico favorevole”.

GM