Parigi, in migliaia alla messa per le vittime. Attimi di tensione con la polizia

Notre Dame Messa Parigi
(Pascal Le Segretain/Getty Images)

Doveva essere ed è stato un momento di cordoglio e preghiera per le vittime degli attentati che hanno sconvolto Parigi. Ma nella capitale francese la tensione rimane ancora altissima e così non sono mancati anche problemi di ordine pubblico. La partecipazione della gente è stata straordinaria, migliaia all’interno della cattedrale di Notre Dame e altrettanti rimasti fuori. Una vera e propria marea umana che ha affollato il sagrato e che si è infuriata quando gli organizzatori hanno chiuso le porte della Chiesa impedendo così a tutti di poter assistere anche se magari solo simbolicamente alla funzione. Sono scattati così cori e proteste in una situazione già tesa e al limite. I poliziotti nervosissimi in tenuta antisommossa e fucili alla mano, perquisizioni meticolose a chiunque vuole entrare. gente che prova a guardarsi in faccia e riconoscere i tratti di un dolore comune, ma anche sguardi sospettosi, dubbi. Nessuno si sente più tranquillo ormai.

E poi c’è stata la messa. Durante l’omelia il cardinale Vingt-Trois parla di “colpo durissimo per la città” e avverte quanti invocano la guerra di religione che “i cristiani non possono odiare perché Dio ha fatto l’uomo per l’amore e per la vita, non per l’odio”. E poi si chiede: “Come è possibile che giovani formati nelle nostre scuole e nelle nostre città possano conoscere una tale angoscia che il fantasma del Califfato e della sua violenza morale e sociale possa rappresentare un ideale di mobilitazione? Come può questo cammino di barbarie diventare un ideale?”.

F.B.

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