“I terroristi mi chiedevano: ‘Capite perché lo facciamo?'”

Parigi attentati superstite
(KENZO TRIBOUILLARD/AFP/Getty Images)

I racconti e le testimonianze di chi è sopravvissuto ai terribili attentati di Parigi si stanno sovrapponendo in queste ore e arrivano da più parti. Tutti riportano alcuni tratti comuni come l’incredulità di chi improvvisamente si è trovato catapultato in un incubo tremendo e la consapevolezza della fortuna di essere scampati ad un tale massacro. Sulla stessa linea anche la testimonianza di Sebastien che racconta quello che è accaduto ai microfoni di Rtl: “All’inizio ci hanno fatto la predica. Ci hanno spiegato che erano lì per le bombe sganciate in Siria e per dimostrare a noi occidentali gli effetti degli aerei laggiù. Potevano uccidermi subito. Ma quando hanno cominciato a parlarmi, ho capito che forse ero destinato a vivere. Ci hanno chiesto se capivamo le loro ragioni, vi lascio immaginare il silenzio che è calato in quel momento. Ci chiedevano di urlare agli agenti di non avvicinarsi, altrimenti si facevano esplodere. Abbiamo pensato che forse volevano salvarsi la vita, ma ci sembrava improbabile dopo la carneficina che avevano fatto in sala. E poi volevano dei giornalisti”.

Sebastien oggi si considera “nato una seconda volta” e anche solo ad immaginare quel dialogo assurdo con chi ha appena ucciso decine di persone di fianco a te vengono i brividi.

F.B.

Leggi anche:

“Non avrete il mio odio” : la struggente lettera del marito di una delle vittime diventa virale

Ludovic, morto da eroe durante la strage di Parigi