Massacra la compagna di botte

Simona Simonini (foto dal web)
Simona Simonini (foto dal web)

Simona Simonini, 42 anni, era già morta quando Elio Cadei, di quattro anni più anziano e suo convivente da otto, fermato ora con l’accusa di omicidio, ha chiamato i carabinieri di Iseo per denunciare che la compagna era in una pozza di sangue. La donna è stata trovata priva di vita, mentre per tutta casa era pieno di sangue. Non è stata ritrovata alcuna arma del delitto, né da taglio né oggetti contundenti, il che fa pensare che la donna sia stata massacrata di botte dal suo compagno. La vicenda è avvenuta a Provaglio d’Iseo, poco più di 7mila abitanti, nel bresciano.

L’uomo lavorava solo saltuariamente, come giardiniere, mentre Simona Simonini era disoccupata. Cadei non ha confessato il delitto, ma è stato portato in caserma a Iseo e dopo alcune ore di interrogatorio è stato fermato. Nei suoi confronti, il pm Lara Ghirardi, sostituto procuratore del tribunale di Brescia, ha disposto il fermo e il trasferimento nel carcere di Canton Mombello. Dalla ricostruzione dei carabinieri, Simonini e Cadeo “non facevano niente, stavano molto in casa, litigavano continuamente, per via dei problemi economici”, a detta di chi li conosceva. “In più, entrambi spesso e volentieri alzavano il gomito”.

In precedenza, la coppia era salita alla ribalta della cronaca locale per due distinti episodi: ad aprile del 2010 la donna aveva aggredito il compagno colpendolo allo stomaco con un coltello da cucina con una lama lunga 20 centimetri, denunciando poi una violenza sessuale. Quattro anni più tardi, l’uomo l’aveva picchiata, lei lo aveva colpito alla schiena questa volta con un paio di forbici, dieci i giorni di prognosi per lui, venti per lei. Nelle scorse ore, l’ennesima lite, sfociata in tragedia.

GM