Autovelox: ecco quando la multa deve essere annullata

(Photo by Sean Gallup/Getty Images)
(Photo by Sean Gallup/Getty Images)

Sono l’incubo di tutti gli automobilisti: stiamo parlando degli autovelox, i dispositivi che rilevano la velocità dei mezzi in transito. Non sempre però i verbali che vengono consegnati ai cittadini per presunte infrazioni sono legittimi.

Nello specifico, in caso di contestazione differita della multa, ovvero senza la presenza di una pattuglia che possa fermare nell’immediatezza l’automobilista, non è sufficiente la verbalizzazione degli agenti della polizia municipale che attesta che “l’accertamento era in regola e la postazione fissa dell’autovelox fosse segnalata con idonea segnaletica”.

Una sentenza pubblicata dal Giudice di Pace di Taranto lo scorso 27 maggio 2015 infatti ha decretato l’illegittimità della sanzione se il dispositivo è annunciato dal semplice cartello “attenzione velocità controllata con dispositivo elettronico”: in questa ipotesi andrebbe aggiunta un’altra frase e più precisamente: “con esonero della contestazione immediata, come da decreto Pref. di….”.

Il Giudice di Pace ricorda che la pubblica amministrazione è tenuta ad apporre idonea segnaletica in cui deve indicare: “Il tratto di strada su cui l’accertamento viene effettuato; il tipo di accertamento (cioè che avviene con l’uso di meccanismi automatici) e deve indicare anche i tipi di infrazione per i quali vengono utilizzati i dispositivi e i mezzi tecnici di controllo del traffico“.

Nel verbale ricevuto dall’automobilista non vi era alcuna indicazione in tale senso, così come previsto dall’art. 4 comma 1 della legge 168 del 2002. In poche parole significa che la postazione del rilevamento deve essere preceduta da tutta una serie di cartellonistica necessaria per evitare l’ “effetto sorpresa. La sentenza è stata divulgata in Italia da Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei diritti.