Caso Azzollini, la clamorosa decisione della Cassazione

Il senatore Azzollini (Youtube)
Il senatore Azzollini (Youtube)

La misura cautelare disposta dalla Procura di Trani lo scorso 10 giugno nei confronti del senatore Ncd, Antonio Azzollini, nell’ambito dell’indagine sul crack della casa di cura Divina Provvidenza, è stata annullata dalla V Sezione penale della Cassazione, che ha accolto il ricorso dell’esponente del partito di Alfano. Toccherà ora al Tribunale del riesame di Bari ripronunciarsi sulla misura cautelare degli arresti domiciliari. Il 29 luglio scorso, l’Aula di Palazzo Madama aveva respinto la richiesta di arresto nei confronti di Azzollini, scatenando molte polemiche, in particolare nei confronti del Partito Democratico. Nel frattempo, il senatore aveva lasciato l’incarico di presidente della Commissione Bilancio.

Sulla decisione della Cassazione si è pronunciato, attraverso la sua e-news, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, rilevando: “Il tempo in cui in Italia bastava un avviso di garanzia per condannare qualcuno è finito. Ricordate le polemiche che ricevute (anche dai destinatari delle enews) sulla questione di un senatore, per il quale la Procura di Trani aveva richiesto l’arresto, arresto negato dai senatori semplicemente perchè dai documenti era chiara la infondatezza della richiesta? Bene. Allora dicevo: Il Parlamento non è il passacarte della procura di Trani. Ci furono reazioni spigolose e qualcuno disse che noi difendevamo la casta. Ieri abbiamo scoperto che la Cassazione ha addirittura annullato quell’arresto”.

Renzi ha aggiunto: “Quando si parla di libertà delle persone si può perdere consenso, per carità. Ma si deve procedere sempre con i piedi di piombo. Il tempo in cui in Italia bastava un avviso di garanzia per condannare qualcuno è finito. Ci vuole più rispetto per la presunzione di innocenza. Il tutto accompagnato da una semplificazione e velocizzazione del processo, da una stretta sulla prescrizione e dalla certezza della pena: finché non ti condannano, sei innocente. Quanto ti condannano, paghi sul serio. Solo così smetteremo di essere succubi del populismo”.

GM