Maxi-rapina al museo: rubati Mantegna, Tintoretto e Rubens

Maxi-rapina al museo di Verona, rubati Mantegna, Tintoretto e Rubens
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Tre uomini armati hanno fatto irruzione al Museo Civico di  Castelvecchio in provincia di Verona  portando via una quindicina di quadri per un valore di 10-15 milioni di euro. Secondo il sindaco Flavio Tosi si tratterebbe di un furto su commissione: “Erano dei professionisti, sapevano cosa prendere e conoscevano il Museo”. Un colpo da maestro che ha portato via da Verona 17 opere d’arte, 11 capolavori e 6 opere minori; tra i quadri trafugati la “Madonna allattante”, “Trasporto dell’arca dell’alleanza”, “Banchetto di Baltassar”, “Sansone” e “Giudizio di Salomone”di Tintoretto; “Dama delle licnidi” di Peter Paul Rubens, “Madonna della quaglia” del Pisanello e la “Sacra famiglia con una santa” di Andrea Mantegna.

Da una prima ricostruzione dei fatti i banditi, incappucciati e armati, hanno minacciato la cassiera e la guardia giurata, immobilizzati e imbavagliati  con del nastro adesivo. Mentre uno li teneva sotto controllo altri due provvedevano a rimuovere i quadri  dalle cornici e ad arrotolarli. I tre hanno utilizzato  l’auto della guardia giurata per fuggire. Solo  successivamente si sono spostati  su un’altra vettura. L’autorità giudiziaria ha delegato il Nucleo Tutela Patrimonio Artistico dei Carabinieri a seguire le indagini insieme a diverse altre figure professionali della sezione Antiquariato. Secondo lo storico d’arte Tomaso Montanari :”Non mi sembra un furto commissionato da un raffinato collezionista Sembra piuttosto che chi abbia rubato si sia basato sulla guida del museo, portando via i grandi capolavori della collezione, invendibili sul mercato. Come se agli Uffizi si rubasse ‘La Primaverà di Botticelli’. È certamente il furto più grave della storia dell’arte italiana. Una cosa sconcertante. E ancor più sconcertante che ci fosse una sola guardia giurata per un museo come quello”. E fa notare:”In Italia non esiste una tutela penale dei beni culturali, né il Codice dei Beni culturali, né il Codice penale prevedono un reato specifico per un furto di opere d’arte. Se infatti questi signori venissero presi, oltre al reato di rapina a mano armata non gli si potrebbe contestare altro. In Italia esiste il reato di disastro ambientale ma non quello di disastro culturale. Quindi rubare un sacco di patate o una tela di Mantegna per la nostra legge è la stessa cosa”.

B.R.