Stoccata russa agli USA: “In Siria non sono efficaci”

Russian Prime Minister Vladimir Putin walks near a new Russian fighter jet Sukhoi T-50, after its flight in Zhukovksy, outside Moscow on June 17, 2010. AFP PHOTO / RIA NOVOSTI / POOL / ALEXEY DRUZHININ (Photo credit should read ALEXEY DRUZHININ/AFP/Getty Images)
Vladimir Putin in una base aerea russa (ALEXEY DRUZHININ/Getty Images)

Continua l’azione militare della Russia in Siria. Il Cremlino ha fatto sapere di aver colpito 826 bersagli ostili negli ultimi giorni, condotto 522 incursioni e utilizzato 1400 bombe e 101 missili, 18 dei quali avrebbero ucciso 600 jihadisti dell’Isis. Imponente lo schieramento di forze dell’esercito russo con 69 aerei e 10 navi e intensa la collaborazione con gli alleati: alla recente intesa con la Francia si sono aggiunti i contatti fra il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, e il segretario di Stato americano, John Kerry, che hanno discusso di unire gli sforzi contro i terroristi. Tuttavia, qualche giorno fa, proprio il ministro Lavrov aveva dato un affondo alla strategia USA, accusando gli americani di essere poco efficaci nei loro raid, di non attaccare i reparti jihadisti in grado di opporsi all’esercito siriano. “E’ una situazione di ‘voglio ma non posso’ – aveva dichiarato il ministro – vogliono che l’Isis indebolisca quanto prima il regime di Assad, affinché in un modo o nell’altro sia costretto ad andarsene, ma non possono permettere che l’Isis diventi troppo forte, perché potrebbe venire al potere”. Intanto, Gwenyth Todd, un ex consigliere di Obama ha riconosciuto l’efficacia delle iniziative militari russe: “La Russia è l’unica grande potenza in grado di distruggere l’Isis”.

L. B.