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Igor Konoshenko, portavoce del ministero della Difesa russa, ha annunciato che sarebbero stati annientate le milizie anti Assad presenti nella zona dove è stato salvato Konstantin Murakhtin, uno dei due membri dell’equipaggio del jet russo abbattuto. “Non appena il nostro pilota si è trovato in un posto sicuro – ha spiegato – su quella zona si sono concentrati a lungo colpi massicci da parte dei bombardieri russi nonché dell’artiglieria delle truppe governative siriane. I terroristi attivi in questa zona ed altri gruppi misteriosi sono stati annientati” ha spiegato Konoshenko. I raid avrebbero colpito senza tregua  le posizioni delle milizie anti Assad situate nelle montagne  sopra le quali ieri si sono mossi gli F16 turchi. Ieri Dmitry Peskov, portavoce di Putin, aveva ribadito che nonostante ‘abbattimento la Russia avrebbe continuato “senza dubbio” i suoi raid aerei contro obiettivi Isis  “Ci piacerebbe che i terroristi e i militanti stessero lontano dal confine turco, ma sfortunatamente tendono a stare nel territorio siriano vicino al confine turco” aveva sottolineato. Nell’ambito dell’offensiva militare seguita all’abbattimento del jet russo il Cremlino ha posizionato l’incrociatore antimissile «Moskva» davanti alla costa alawita e schierato a Latakia gli S-400, il sistema antiaereo più efficiente per creare un ombrello di protezione per i propri jet. Se gli F-16 di Ankara dovessero portare nuove minacce, sarebbero bersagliati da un’antiaerea studiata per evadere i sistemi di difesa Nato.

“Rashid Bagdash è morto”

È il diluvio di bombe sul Jabel Turkman – le montagne al confine tra Turchia e Sira – a dare la misura della determinazione di Mosca: fonti siriane parlano di “terra tremante per ore” nell’area dove si trovano le basi dei ribelli alleati di Ankara. Il portavoce dell’Esercito di liberazione siriano, Jahed Ahmad, parla di “vendetta russa”. È la stessa area dove il Sukhoi-24 russo è caduto.  I ribelli anti Assad  hanno pubblicato in rete un video dove parlano di “bombardamenti con armi spaventose”. Secondo i media russi nel corso dell’offensiva i raid avrebbero ucciso anche  il comandante Rashid Bagdash, coordinatore dell’azione  che ha portato all’abbattimento del caccia Su-24 e alla morte del pilota Oleg Peshkov e del soldato della squadra di soccorso Alexander Pozynich. La morte del comandante sarebbe avvenuta già ieri, nel corso dei raid. La conferma era data su Twitter dall’autoproclamato esercito siriano libero – FSA – nemico di Assad e alleato degli USA. “Free Syrian Army  piange il fratello generale di brigata Rashid Bakdash che è diventato un martire nella campagna di Latakia”. Se così fosse sarebbe il comandante sopravvissuto meno di 36 ore alla morte dei soldati russi. E mentre Vladimir Putin lancia l’offensiva militare l’America protesta. “La decisione di Mosca di schierare i sistemi di difesa anti missilistica S-400 alla base militare russa a Latakia non fa che complicare la situazione e non favorisce la lotta all’Isis” ha dichiara l’ambasciata Usa in Russia, aggiungendo: “Ci auguriamo che i missili russi non siano rivolti contro gli aerei della coalizione a guida Usa”.

ADB

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