Dagli Usa un batterio killer nel sedano. Ansia per ortaggi anche in Europa

Sedano contaminato (Photo by David Silverman/Getty Images)
Sedano contaminato (Photo by David Silverman/Getty Images)

Negli Usa è scoppiato il caso del sedano contaminato da E.Coli. La Food and Drug Administration (Fda) martedì, tramite le principali testate americane ha reso noti i risultati delle analisi effettuate congiuntamente alle autorità sanitarie: sarebbe proprio il sedano fresco contenuto all’interno delle insalate di pollo vendute da Costco, uno tra i principali prodotto colpevoli della diffusione del batterio.

Il timore è che la contaminazione possa essere su scala globale e comprendere i prodotti venduti anche in grandi catene alimentari e rivenditori internazionali.

Stando a quanto rivela la FDA, gli ortaggi contaminati proverrebbero dal fornitore californiano Taylor Farms Pacifico di Costco. Alla luce dei nuovi risultati delle analisi, martedì la Food and Drug Administration (FDA) ha ampliato il ritiro dei prodotti alimentari, che ora include 155.000 articoli.

Il caso è scoppiato il 6 ottobre e si è protratto fino ad inizio novembre, colpendo 19 persone di 7 Stati americani differenti. La Fda sostiene che il numero di persone intossicate potrebbe aumentare nelle prossime settimane, dato che le malattie trasmesse per via alimentare tendono ad impiegare più tempo per manifestarsi. I medici chiamati in causa hanno riferito che la specie di batterio in questione, ovvero E.coli O157, potrebbe portare seri rischi alla vita delle persone.

L’allarme è stato divulgato in Italia da Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” che è intervenuto sul caso: “Il batterio killer “, può essere venuto dall’acqua usata per la coltivazione oppure dal seme. È la pianta di origine che può contaminarsi quando è ancora in campo, e il batterio passa, in fase dormiente, al seme. Poi, una volta messo a coltura, il batterio rinasce. Quindi bisogna risalire ai semi, andare a cercare queste aziende agricole e capire da quali coltivazioni arriva il batterio, perché il germoglio non può certo far crescere il batterio autonomamente, qualcosa lo deve aver contagiato”.
Vista l’epidemia in atto negli USA, l’Europa potrebbe vietare a breve le importazioni di verdure dai paesi provenienti dagli Stati Uniti.
LC