Call Center, un lavoro che fa male

(FINDLAY KEMBER/Getty Images)

Una donna torinese di 44 anni che lavorava come telefonista in un call center ha portato in tribunale l’amministratore delegato della società Voice Care di Chivasso, il responsabile della sicurezza e tre medici del lavoro per il reato di lesioni colpose. La donna, dipendente dal 2003 al 2012, dopo nove anni di attività come operatrice telefonica è rimasta colpita da “cordite cronica” ,un danno irreversibile di deficit vocale provocato da una cisti sulla corda vocale sinistra. La donna che, parlava al telefono 40 minuti ogni ora, nonostante avesse accusato una disfonia, era stata ritenuta idonea al lavoro e secondo  i risultati scaturiti da un’ispezione dell’Asl. L’azienda aveva preparato un documento di valutazione dei rischi che tuttavia non prendeva in considerazione la possibilità di questo tipo di disturbo per i telefonisti. In attesa del processo che inizierà nel 2017, il Procuratore Guarinello ha rinviato a giudizio le cinque persone per non aver tempestivamente allontanato la dipendente all’insorgere dei primi sintomi e per non aver fatto corretta prevenzione del rischio da sforzo delle corde vocali.

Brunella Rossi