Il palazzo dove i bambini dormono col cappotto

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Da tre anni 90 appartamenti  del condominio Torino di via Wagner, a Pioltello, vivono al gelo totale. Un vero e proprio incubo per anziani che contraggono l’influenza di continuo, bambini costretti a dormire con il cappotto sopra il pigiama per coprirsi e persone che riempiono taniche di combustibile per riempire stufe e pompe di calore abusive e altamente pericolose. Una situazione inimmaginabile che va avanti dal 2012. Nelle stanze di queste abitazioni la temperatura non supera i 10 gradi e la vita è praticamente impossibile. I responsabili di questo disastro sono i proprietari morosi nei confronti dei fornitori. “Più di 350 mila euro di cui un quarto con la società che curava la manutenzione del riscaldamento centralizzato e riforniva di gasolio”, spiegano dalla CD Gestioni, che pochi mesi fa svolge il ruolo di  amministratore di condominio. Come il debito  sia cresciuto in modo così esorbitante ancora non è dato saperlo. Una revisione contabile è in corso, “anche per valutare eventuali azioni legali contro chi ci ha preceduto”, dicono. Ovviamente tutti i costi del condominio sono stati tagliati, ma la gente muore letteralmente di freddo.

Il disagio dei condomini

“Mia moglie Carla è stata ricoverata ancora, di nuovo, per l’ennesima volta. Continua ad ammalarsi ai bronchi. È impossibile vivere e persino respirare, con il gelo che abbiamo in casa”, si sfoga Santo Scarabelli, 78 anni di cui più di quaranta passati in via Wagner. “I bambini mangiano e dormono coi giacconi addosso, è mai possibile? – dice Simona Ricci, operaia, figli di due e sei anni -. Abbiamo montato uno split a pompa di calore ma costa 350 euro in più ogni bimestre. Mio marito è disoccupato, non ce la facciamo”. E ancora Eli Costova, 44 anni, operaia dalla Bulgaria: “usiamo una stufa a gas, appena la spegni la casa torna di ghiaccio, forse è anche pericolosa. I muri ormai hanno la muffa per l’umidità che non va più via, ho pensato di vendere ma il valore dell’immobile in queste condizioni crolla. Chi mi ripaga dei danni?”.

Le soluzioni

Per risollevare la condizione disastrate di queste persone ci sarebbero due opzioni. La prima ripristinare la centrale termica comune, ma significherebbe sostituirla perché dopo tre anni di inattività è inservibile, con un costo di 100 mila euro. Soprattutto, sarebbe un grosso rischio, avvertono dalla CD Gestioni: “Si cumulerebbero altri debiti, perché i morosi continueranno a non pagare”. L’altra opzione prevederebbe installare 87 caldaie autonome a metano, il meno inquinanti possibile. Ma ci vuole l’autorizzazione e  il Comune, anche in questa situazione di emergenza, non la dà. “Per ragioni di sicurezza – spiega il commissario prefettizio di Pioltello, Alessandra Tripodi -. Le canne fumarie dell’edificio non sono adeguate ad accogliere gli scarichi di tante singole caldaie autonome. Nel caso si decidesse per questa soluzione, bisognerà prima sostituirle». Sarebbero necessari centinaia di migliaia di euro di spesa, e non tutti i condomini, come immaginabile, sono disposti a pagarli.

Roberta Garofalo