Renzo Bossi: “La politica non fa per me, ora lavoro i campi”

Umberto e Renzo Bossi (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)
Umberto e Renzo Bossi (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

“Non penso alla politica e non la seguo più: gestire un’azienda agricola è un lavoro impegnativo, gli animali vanno seguiti sette giorni su sette». Lo ha spiegato Renzo Bossi, figlio del fondatore della Lega Nord Umberto Bossi, prima di entrare in aula a Milano per assistere all’udienza del processo in cui è imputato per appropriazione indebita. L’inchiesta fa riferimento all’uso personale dei fondi del Carroccio fatto da Umberto Bossi e dai suoi figli, oltre che da parte di altre persone, tra cui l’ex tesoriere della Lega Nord, Francesco Belsito.

Il figlio di Bossi, al centro di altre querelle e ribattezzato dai media come ‘Il Trota’, ha aggiunto: “Ho iniziato nel 2012 l’avventura nell’azienda agricola con mio fratello. Si tratta di una bella avventura che stiamo portando avanti con tanta forza, legata alla natura, al territorio e alle nostre tradizioni”. Quindi ha spiegato: “Le spese non sono state pagate dalla Lega ma da me personalmente, ho depositato tutti i documenti che lo provano. Sto ancora pagando alcune multe e alcune cartelle esattoriali nell’elenco di spese non ci sono le prove che il pagamento sia stato fatto dalla Lega. Ho rateizzato con Equitalia alcune multe che non potevano essere state pagate dalla Lega”.

Infine, Renzo Bossi precisa che la sua è una situazione diversa rispetto a quella del fratello Riccardo, il quale è sotto processo con rito abbreviato per gli stessi episodi e proprio ieri ha sostenuto: “Come tutti i figli chiedevo a papà e lui mi diceva di parlare con i suoi segretari. Poi mi arrivavano i soldi”.

GM