Giovanni Passeri uranio impoverito

Giovanni Passeri (facebook)

Giovanni Passeri, 41 anni, è morto ufficialmente per un tumore ai polmoni. La realtà però è che l’uomo è l’ennesimo soldato italiano vittima inascoltata e dimenticata da tutti dell’uranio impoverito. Pochi giorni prima di Natale avevamo raccontato la storia di Gianluca Danise, uno degli eroi di Nassyria morto a soli 43 anni per un cancro. Anche lui, proprio come Giovanni, aveva effettuato numerose missioni nelle quali l’uranio impoverito era presente all’insaputa di tutti i nostri militari che operavano senza alcuna protezione.

Il caso di Giovanni Passeri, che prestava servizio presso il reggimento Cavalleggeri Guide di Salerno, è stato portato all’attenzione dei media da Domenico Leggiero dell’Osservatorio Militare che spiega: “Passeri è rientrato quattro anni fa dall’ultimo teatro operativo con tosse e febbre. E gli accertamenti a cui si è sottoposto hanno diagnosticato il tumore alle vie respiratorie. E sabato purtroppo è deceduto”. Leggiero poi denuncia: “Molti casi non vengono nemmeno resi pubblici in quanto il ministero contatta le famiglie per non far divulgare le notizie. Ad oggi – sostiene Leggiero – non abbiamo potuto verificare se il cancro possa essere legato all’uranio impoverito. Ma le condizioni ed i precedenti lasciano supporre che Passeri potrebbe essere la vittima numero 322”. Leggiero spiega com’è ad oggi la situazione legata a questa vicenda così tanto ignorata dai media quanto sentita dalla gente comune: “Ci sono state oltre 35 sentenze di condanna, cioè tutte quelle giunte a sentenza con l’avvocato dell’Osservatorio, Angelo Fiore Tartaglia. Ma nemmeno questo è servito a fermare il massacro istituzionale. Si contano i morti e s’ignora, forse volutamente, che in Italia la magistratura si è espressa più volte. E non mi spiego il perché si taccia sulle condanne”.

Giovanni Passeri lascia la moglie e due figli. Sulla sua bacheca Facebook sono migliaia i messaggi di cordoglio e di ricordo. Ne abbiamo scelto uno, quello di Aldo, un suo ex commilitone: “Sono profondamente dispiaciuto e addolorato per la grave perdita di un collega e amico. Hai lottato fino all’ultimo respiro proprio come fa un vero soldato. Riposa in pace”.

F.B.