Martina Giacconi otterrà l’eredità dei suoi genitori

Antonio e Martina (foto da facebook)
Antonio Tagliata e Martina Giacconi (foto da facebook)

Martina Giacconi, la ragazzina di Ancona, in carcere con l’accusa di concorso in omicidio dei genitori, avrà l’eredità di papà Fabio e mamma Roberta, uccisi da Antonio Tagliata, il suo ragazzo di 18 anni che ha ammesso di aver sparato prima alla madre della sua fidanzata, uccidendola sul colpo, e poi al padre, morto dopo giorni di agonia. I beni che diventeranno della minore sono la casa in cui si è verificata la mattanza a colpi di pistola, già in vendita, e probabilmente le pensioni di reversibilità.

Il perché lo ha reso noto l’avvocato Annavittoria Banzi, tutore legale della giovane indagata: “Nel caso vi sia una persona condannata con sentenza definitiva per l’omicidio dei genitori, i parenti possono presentare una richiesta di indegnità all’eredità, la persona quindi può essere ritenuta non degna di diventare l’erede delle persone che ha ucciso. Nel caso in questione, almeno ad oggi, tutti i parenti che potrebbero sostituirsi alla ragazza sono assolutamente convinti di non intraprendere questa strada. Ciò significa che anche nel caso di una condanna, la giovane succederebbe regolarmente ai suoi genitori”.

Nei giorni scorsi, erano emersi particolari su come Martina Giacconi passa le sue giornate in carcere: l’adolescente si rivolge ai familiari con delle missive e scrive delle sue giornate nell’istituto di pena, del suo dolore nel vedere le altre giovani detenute abbracciare i rispettivi genitori, chiede ai parenti cosa accade fuori, ricorda le tante cose che faceva con la madre, con la quale viveva quasi in simbiosi, poi ricorda “il rumore assordante delle deflagrazioni, il fumo degli spari”. Secondo quanto si apprende, nonostante la gravità di quanto accaduto, i familiari della giovane l’hanno perdonata: “Temevo che non mi voleste più bene, che mi giudicaste responsabile”, ha confessato tra le lacrime Martina Giacconi.

GM