La madre di Rocco: “Mio figlio non era un clochard”

Rocco Bonaposta (Facebook)
Rocco Bonaposta (Facebook)

Trovato morto vicino all’ingresso di via Cimarosa da un passante che ha dato l’allarme alla Questura: questa la tragica fine di Rocco Bonaposta, 42enne pesarese. Il giovane uomo, una laurea in filosofia, aveva in passato anche ottenuto delle supplenze come maestro, poi il lento abbandono. In diversi hanno parlato del giovane uomo come di un senzatetto, ma la madre, Laura Ciacci, ha voluto smentire: “Mio figlio non era un clochard. Aveva un tetto ed era amorevolmente accudito in casa propria dove viveva con la sottoscritta”.

“Non era abbandonato a sè stesso, era un ragazzo colto, ma fragile. Che purtroppo ha perso la sua autostima per una piaga chiamata depressione. Dalla quale non si guarisce da un giorno a un altro come per un’influenza”, ha aggiunto la madre, che ha spiegato anche di essere intervenuta per sedare la “tendenza ad appropriarsi del nome del figlio per battaglie politiche personali“.

Bonaposta aveva scritto un paio di anni fa sulla propria bacheca di Facebook, presto abbandonata: “La vita è bella quando bella ti sembra”. Subito dopo il ritrovamento del suo corpo da parte del passante, all’interno del parco Miralfiore, è scattata la richiesta di soccorso e subito le forze dell’ordine e il personale medico-sanitario sono giunti sul posto, ma Bonaposta era ormai morto da ore e il suo cadavere è stato rimosso. Secondo i primi accertamenti, sarebbe stato un malore la causa del decesso di Bonaposta, anche se sarà probabilmente disposta l’autopsia sul suo corpo per capire cosa possa averlo ucciso e dissipare ogni ombra.

 

GM