Hiv, le vittime di Valentino “l’untore” sono decine

Test dell'Hiv (NORBERTO DUARTE/AFP/Getty Images)
Test dell’Hiv (NORBERTO DUARTE/AFP/Getty Images)

A un mese e mezzo dal suo arresto, si fa sempre più preciso il quadro delle vittime di Valentino “l’untore” 31enne di Acilia che sapeva di essere sieropositivo dal 2006 al 2014 ma ha continuato a pretendere e ottenere rapporti sessuali non protetti con decine di donne. Secondo un primo bilancio, “l’untore” aveva contagiato quindici partner e, indirettamente, anche due uomini, vale a dire gli attuali compagni di due delle donne infettate. Adesso però le vittime accertate sono non meno di una trentina, mentre una decina di donne si è sottoposta a test dell’Hiv, che però ha avuto esito negativo.

Proseguono intanto le indagini coordinate dal pm Francesco Sclavo per risalire all’identità delle possibili vittime di Valentino: partendo da mail e whatsapp, si è dato un nome a diversi nickname e ora gli agenti della polizia giudiziaria sono riusciti a disporre di un elenco attendibile di possibili vittime. Nelle scorse settimane, “l’untore” si era difeso: “Non fatemi passare per un mostro. In alcuni casi avrò agito d’impulso, forse con leggerezza. In altri però avevo avvertito le partner della mia sieropositività. Alcune ragazze le avevo messe in guardia. E comunque l’amore si fa sempre in due”.

Parole che Valentino continua a ribadire anche nei più recenti interrogatori, in cui ha anche spiegato di non riuscire a ricostruire tutta la sua vicenda personale: “Molte di loro non le ricordo. Di qualcuna ho sempre saputo solo il nome ma non il cognome. Dovreste aiutarmi voi…”. La vicenda era emersa in tutta la sua drammaticità, in concomitanza con la giornata mondiale per la lotta all’Aids, grazie a un appello della trasmissione di Raitre ‘Chi l’ha visto?’: “Ragazze, se avete fatto sesso con un ragazzo che si chiama Valentino. T, contattateci subito”.

GM