Anche l’India conferma: “Latorre resta in Italia”

Massimiliano Latorre (destra) e Salvatore Girone (sinistra)  (Getty images)
Massimiliano Latorre (destra) e Salvatore Girone (sinistra) (Getty images)

La Corte Suprema indiana ha deciso poco fa di estendere la permanenza in Italia del marò Massimiliano Latorre fino al 30 aprile, nonostante l’opposizione del governatore dello Stato meridionale del Kerala, dove vennero uccisi i due pescatori indiani ormai quattro anni fa, Oommen Chandy, che aveva spiegato: “Chiederemo oggi al primo ministro Narendra Modi di far tornare in India il fuciliere di Marina Massimiliano Latorre nei tempi previsti dalla sua licenza”.

Chandy aveva aggiunto: “I marò italiani hanno commesso un crimine in territorio indiano e quindi devono rispondere alle leggi indiane. Oggi stesso il Kerala chiederà al premier Modi di riportare il militare italiano in India”. Ieri sulla vicenda era intervenuto il presidente della Commissione Difesa del Senato Nicola Latorre, a margine di un convegno organizzato dal Centro studi internazionali, sostenendo: “Massimiliano Latorre non tornerà in India e, anzi, si stanno approfondendo le possibilità per chiedere che anche Salvatore Girone rientri in Italia”.

Nelle scorse settimane, ad Amburgo era stata emessa un’ordinanza dal Tribunale del Mare che ha imposto a India e Italia di “sospendere ogni iniziativa giudiziaria”. Da più parti e in diverse occasioni, sono state portate prove dell’innocenza dei due marò: anche nei giorni scorsi, il perito Luigi Di Stefano, intervistato dal quotidiano ‘Libero’, aveva spiegato che i colpi mortali che uccisero i pescatori indiani sarebbero partiti da un’altra nave, la greca Olympic Flair, e non dall’Enrico Leixe.

GM