Espulso il padre del bimbo che inneggiò all’Isis alle elementari

Ljimani Redjep
Ljimani Redjep

Un cittadino macedone di 39 anni, Ljimani Redjep, nato a Otlja, residente nel trevigiano e impiegato in una ditta di imballaggi, è stato espulso dal territorio italiano dopo il decreto, il 67esimo per motivi di prevenzione del terrorismo, firmato nelle scorse ore dal ministro dell’Interno Angelino Alfano. L’uomo era “responsabile sociale” dell’Associazione Culturale Islamica “Fratellanza” dal 2012 e dopo i fatti di Parigi si era rifiutato di aderire a iniziative di solidarietà nei confronti del popolo francese.

Inoltre, l’uomo è il padre del bambino residente a San Zenone degli Ezzelini, in provincia di Treviso, che in classe, commentando quanto avvenuto nella capitale francese, aveva lasciato di sasso una maestra, affermando: “Hanno fatto bene, è giusto quello che hanno fatto: adesso andiamo a Roma e uccideremo il Papa!“. La dirigente scolastica Rosita De Bortoli, che ha raccolto le testimonianze delle maestre attonite, ha scritto alla Farnesina, denunciando l’episodio.

“E’ chiaro che i bambini riportano quello che sentono dalle famiglie. E queste affermazioni hanno giustamente preoccupato il personale scolastico”, erano state le parole della dirigente scolastica, che aveva di fatto chiamato in causa proprio i familiari del bambino.

GM