Sgarbi: “Vi spiego il perché dei fatti di Colonia”

Sgarbi ospite di 'Virus' (ritaglio video)
Sgarbi ospite di ‘Virus’ (ritaglio video)

Commentando i fatti di Capodanno a Colonia, in apertura della trasmissione di Raidue ‘Virus-il contagio delle idee’, Vittorio Sgarbi ha osservato: “È possibile che un immigrato, che è stato educato a una cultura o a una religione diversa dalla nostra, possa essere integrato negando quei principi che fanno parte della sua formazione, della sua sensibilità e della sua cultura? Sgarbi ha osservato: “”Nel caso delle violenze di Colonia a Capodanno, c’è stata una spontaneità dell’atto. Il rifugiato è un diverso” . Il critico d’arte ravvede nei disordini di Colonia una sorta di “liberazione di istinti che rivelano il pensiero profondo del musulmano credente rispetto alla donna”. Per Sgarbi  “l’integrazione non è possibile. Perché, sebbene si sia trattato di “teppisti organizzati”, gli immigrati che hanno stuprato e molestato le donne la notte di San Silvestro sono gentaglia che fa “qualcosa che per loro è naturale”. E conclude: !Occorre capire fino a che punto si può dialogare, anche noi stessi abbiamo agito con violenza contro di loro. Le violenze sulle donne ci sono state anche in Occidente. La violenza sulle donne è nel negare loro la libertà del proprio corpo. Ciò che è successo a Colonia non fa parte della nostra cultura”.

Quanto avvenuto preoccupa anche lo scrittore algerino Kamel Daoud: “I colpevoli sono immigrati arrivati da tempo o semplici rifugiati? Sono criminali o semplici teppisti? Nessuna delle due cose. In Occidente l’immigrato potrà salvare il suo corpo ma non patteggerà altrettanto facilmente con la propria cultura e di ciò ce ne dimentichiamo con sdegno. Il rapporto con la donna rimarrà incomprensibile a lungo e ne negozierà i termini per paura”.

Pone la questione culturale anche Maria Latella: “Quel migliaio di uomini che stavano a Colonia erano probabilmente nordafricani. Parliamo di cultura e non di religione. Erano ubriachi e hanno dato sfogo alla loro cultura di disprezzo verso le donne”. Diverso l’approccio di Alessandro Sallusti: “Era una cosa organizzata. Quello che è successo a Colonia è stato un attentato terroristico. E’ una cultura ferma al Medioevo”.

GM