dodicenne suicidio

(Jeff J Mitchell/Getty Images)

“Non c’era alcun segnale che lasciasse presagire quanto accaduto, siamo sconvolti”, sono queste le prime parole della preside della scuola media di Pordenone dove studia la ragazzina di 12 anni che oggi ha tentato il suicidio lanciandosi dal balcone di casa. Forse i segnali c’erano, ma bisogna prestare molta attenzione per cogliere certe sfumature. La giovanissima ha lasciato un biglietto d’addio prima di compiere l’estremo gesto, uno scritto in cui l’accusa è molto chiara e chiama in causa i compagni di scuola, i bulli che evidentemente la vessavano così tanto da portarla allo sfinimento. “Adesso sarete contenti” ha scritto la dodicenne aprendo così una serie di interrogativi che coinvolgono tutti: ragazzi, genitori e professori. Tutti coinvolti. Nessuno deve sentirsi escluso o immune da critiche.

La preside, che ha comunicato di persona l’accaduto agli studenti, ha aggiunto: “Mai, né durante i Consigli di classe, né in situazioni più informali era emerso disagio di alcun tipo, e men che meno episodi di presunto bullismo. I genitori di questa ragazzina e degli altri alunni non hanno mai accennato nulla a me o agli insegnanti. Insomma, un dramma che stava covando e di cui nessuno si era accorto ma non ci sono evidenze alla scuola che ci siano stati episodi particolari. La ragazzina ha sempre frequentato con profitto anche se con una certa discontinuità. Ecco, è questo l’unico elemento per cui ho riconosciuto il nome quando gli agenti della Questura sono entrati. È spesso a casa per qualche problema di salute, ma faceva tante assenze anche alla Primaria. Quando ho informato i docenti mi hanno riferito che proprio oggi volevano prendere contatto coi genitori perché da qualche giorno era a casa e i compagni avevano riferito loro che era probabilmente influenzata”.

La ragazzina si trova ora all’ospedale di Udine in gravissime condizioni, ma per fortuna non in pericolo di vita. Ha subito numerose fratture e una lesione spinale, ma muove le gambe ed è sempre rimasta cosciente. Per quanto riguarda le indagini la procura ha sequestrato smartphone e computer della ragazzina per capire quali e di quale tipo fossero i messaggi che si scambiava con i compagni di classe.

F.B.