“Quella volta che Mancini mi chiamò frocio”

Roberto Mancini (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
Roberto Mancini (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Roberto Mancini nella serata di ieri ha voluto mettere la parola fine alla vicenda Sarri, che sta facendo molto chiacchierare in questi giorni. Ma le sue parole non hanno, per così dire, intenerito quel giornalista de La Gazzetta dello Sport a cui Mancini in passato aveva rivolto gli stessi epiteti che l’allenatore dell’Inter ha ricevuto da quello del Napoli. Nonostante le smentite del tecnico jesino, Alessio Da Ronch, il giornalista in questione, rincara la dose.

Queste le sue parole rilasciate a Premium Sport: ”Quel giorno ci fu una lite tra noi due e volarono tante parole e tanti insulti, soprattutto da parte sua. Tra queste si fece scappare anche questo insulto. Mi diede del frocio. Fu una lite come ne sono capitate parecchie. Io avevo fatto un pezzo sull’attaccante brasiliano della Fiorentina Leandro. Ufficialmente dalla Fiorentina era dato in permesso ma in realtà io sapevo fosse scappato in Brasile perché Mancini gli aveva fatto capire che non avrebbe più giocato. E l’avevo scritto. Poi mi sono trovato davanti un Mancini furibondo, mi ha attaccato sulla mia professionalità, sul fatto che avevo scritto cose non vere”.

In quella sala stampa era presente anche Alessandro Rialti, giornalista del Corriere dello Sport, che, tuttavia, dopo 15 anni, ammette di non ricordare quell’insulto: ”Mancini era furibondo, accusava Da Ronch di aver mistificato la realtà. Ricordo la tensione e gli insulti ma devo essere onesto, non mi ricordo quello che è stato detto. Era un’alluvione di insulti ma frocio non lo ricordo, sono passati tanti anni e sono più vecchio di allora. Se dovessi testimoniare in un tribunale direi che non ricordo”.