Luciana Littizzetto: “Il Family Day? Sfilata di preti e politici divorziati”

Luciana Littizzetto (Daniele Venturelli/Getty Images)
Luciana Littizzetto (Daniele Venturelli/Getty Images)

Nel corso di una puntata di “Che tempo che fa”, l’attrice comica Luciana Littizzetto, non nuova a prese di posizione polemiche contro il mondo cattolico, si è scagliata contro il Family Day, che oggi al Circo Massimo a Roma sta radunando centinaia di migliaia di persone e che la spalla di Fabio Fazio ha bollato come “un ritrovo di persone all’aperto, in cui preti, leader politici divorziati, separati, risposati, frequentatori di prostitute, dicono come è bella la famiglia tradizionale”.

“Certo, poi ci sono anche le famiglie tradizionali, che sono belle. Anche Bagnasco ha detto ‘Sì, magari se ne può parlare ma non è un’urgenza’. Ma come non è un’urgenza cardinale. E’ dal 1986 che siamo qua e ci tormentiamo”, ha poi proseguito la Lizzittetto, sottolineando: “Dal 1986, io ho preso in affitto due bambini che sono cresciuti e sono diventati maggiorenni. Mi è crollato il sottomento e le coppie civili sono ancora al palo, cosa dobbiamo aspettare ancora? Il 2020. Non so se ci sarò nel 2020, forse vado a fare la tinta”.

Rileva la Littizzetto nel suo affondo sopra le righe: “Dicono che sia una legge incostituzionale perché nella Costituzione c’è scritto che il matrimonio deve avvenire tra persone di sesso diverso. A parte che non è vero che è scritto questo, ma posso dire una cosa banale? La Costituzione l’hanno scritta nel ’48, certo che non scrivevano che c’erano le unioni civili. Nel ’48 i gay li chiamavano ‘Froci’, adesso non succederebbe mai, a meno che tu non sia un allenatore di calcio”. Quindi conclude: “Di che cosa abbiamo paura? Abbiamo paura di essere contagiati da queste coppie? Che chi non è gay potrebbe diventarlo? Quello che a me fa specie, poi, è il balletto delle parole”.

GM