Migrante 20enne violenta un bambino: “Ero in astinenza”

Migranti (Sean Gallup/Getty Images)
Migranti (Sean Gallup/Getty Images)

“Ho dovuto scaricare l’energia sessuale accumulata. Non ho mai fatto una cosa del genere, ho una moglie e una figlia in Iraq, ma ero disperato”, così a Vienna un migrante iracheno di vent’anni ha giustificato la violenza sessuale ai danni di un bambino di 11 nello spogliatoio di una piscina pubblica. L’inquietante vicenda, avvenuto lo scorso 2 dicembre, ovvero un mese prima dei fatti di Colonia, è stata descritta dal quotidiano inglese Telegraph.

Il giovane iracheno, da quel che si apprende, sarebbe giunto in Europa attraverso i Balcani la scorsa estate; nel corso della sua permanenza in Austria aveva fatto per un periodo il tassista, stesso lavoro che aveva scolto in precedenza nel suo Paese d’origine. Interrogato dalla polizia, ha contribuito a ricostruire la vicenda, ammettendo anche di aver fatto uno sbaglio. Il ventenne, entrato in una piscina comunale, avrebbe trascinato la sua vittima negli spogliatoi e lì lo avrebbe stuprato, poi sarebbe tornato a nuotare mentre il bambino denunciava l’accaduto al bagnino e poi alle forze dell’ordine.

Per proteggere l’identità della vittima, le forze dell’ordine in un primo momento non hanno rivelato la notizia, che infatti ha iniziato a diffondersi attraverso i social network. La polizia promette tolleranza zero nei confronti di chi sbaglia, assicurando contestualmente che episodi che riguardano i migranti verranno trattati comunque con la massima discrezione, per evitarne la diffusione e la speculazione a fini razzisti.

GM