Bergoglio sfida i narcotrafficanti nel Messico dei 100mila omicidi

Pope Francis caresses a baby on May 12, 2013, in St.Peter's Square at Vatican at the end of a service, canonising some 800 Italian martyrs who refused to convert to Islam in the 15th century, as well as a Colombian and a Mexican who founded congregations AFP PHOTO/ VINCENZO PINTO (Photo credit should read VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)
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Papa Francesco è in Messico, dopo la tappa a Cuba per l’abbraccio con il patriarca russo Kirill all’aeroporto dell’Avana. Un preludio che si è concretizzato nel momento storico di un incontro tra il pontefice e il primate della Chiesa russa, un evento senza precedenti dopo il grande scisma del 1054. Il viaggio di Bergoglio raggiungerà le regioni più problematiche di un Paese nel quale, in dieci anni, ci sono stati più di 100mila vittime di omicidi, 27mila desaparecidos, centinaia di migliaia di sfollati. “Vengo come missionario di misericordia e di pace”, ha detto Bergoglio. Ha definito il Messico un “grande Paese” e ha ammonito: “Un futuro ricco di speranza si forgia in un presente fatto di uomini e donne giusti, onesti, capaci di impegnarsi per il bene comune, quel bene comune che in questo secolo ventunesimo non è molto apprezzato”. Si è rivolto in particolare ai politici “ogni volta che cerchiamo la via del privilegio o dei benefici per pochi a scapito del bene di tutti, presto o tardi la vita sociale si trasforma in un terreno fertile per la corruzione, il narcotraffico, l’esclusione delle culture diverse, la violenza e persino per il traffico di persone, il sequestro e la morte, che causano sofferenza e che frenano lo sviluppo”. Ai responsabili del Paese, Bergoglio ha quindi raccomandato di “lavorare per offrire a tutti i cittadini l’opportunità di essere degni protagonisti del loro destino, nella famiglia e in tutti gli ambiti nei quali si sviluppa la socialità umana, aiutandoli a trovare un effettivo accesso ai beni materiali e spirituali indispensabili: abitazione adeguata, lavoro degno, alimentazione, giustizia reale, una sicurezza effettiva, un ambiente sano e pacifico”. Due ali di folla hanno accompagnato il percorso del pontefice per giungere al palazzo presidenziale dove era atteso per un colloquio riservato dal presidente Enrique Pena Nieto. Durante tragitto Bergoglio ha fatto fermare l’auto ed è sceso per salutare da vicino. i malati. I popolo messicano, le radici, le ricchezze delle etnie che lo compongono sono state il riferimento costante del Pontefice nel suo discorso ai pastori della Chiesa messicana: “ uno sguardo di singolare delicatezza vi chiedo per i popoli indigeni e le loro affascinanti culture non di rado massacrate: il Messico ha bisogno delle sue radici amerinde”. Bergoglio ha in articolare richiamato i pastori alla” sfida etica e anti-civica che il narcotraffico rappresenta per l’intera società messicana”: “Le proporzioni del fenomeno – ha osservato il Papa – la complessità delle sue cause, l’immensità della sua estensione come metastasi che divora, la gravità della violenza che disgrega e delle sue sconvolte connessioni, non permettono a noi, Pastori della Chiesa, di rifugiarci in condanne generiche, bensì esigono un coraggio profetico e un serio e qualificato progetto pastorale per contribuire, gradualmente, a tessere quella delicata rete umana, senza la quale tutti saremmo fin dall’inizio distrutti da tale insidiosa minaccia”. Una sfida che coinvolge la Chiesa locale a partire dalle scelte individuali e dalla condotta di vita dei pastori “Vigilate – ha detto Bergoglio – affinché i vostri sguardi non si coprano con le penombre della nebbia della mondanità; non lasciatevi corrompere dal volgare materialismo né dalle illusioni seduttrici degli accordi sottobanco; non riponete la vostra fiducia nei ‘carri e cavalli’ dei faraoni attuali”. Ha invitato inoltre i prelati a non perdere tempo “nelle chiacchiere e negli intrighi, nei vani progetti di carriera”.
Alle 16 – le 23 in italia – è l’avvenimento più atteso: la vista al santuario della Madonna di Guadalupe, dove Francesco celebrerà la messa, la prima di questo viaggio. In un tweet dal profilo ufficiale @Pontifex, proprio alla patrona del Paese il Papa ha affidato il popolo messicano.

ADB