“Ha sparato a suo figlio in pieno volto”

Laura Paoletti
(Facebook)

Bella, giovane, senza problemi economici. E’ un misterioso caso di omicidio-suicidio la morte di Laura Paoletti, 32 anni e del figlio Gioele di 6 anni, trovati morti in un appartamento in via Mariano Guzzini 31 nella zona industriale di Sambucheto di Recanati. Sebbene le piste investigative siano aperte, prende consistenza l’ipotesi più terribile: la donna avrebbe sparato al figlio con un fucile da caccia di proprietà del padre e dopo ha destinato l’ultimo colpo a sé. La porta di casa era chiusa, al momento del ritrovamento dei corpi l’arma si trovava accanto al cadavere della donna, in una posizione tale da far pensare che, dopo aver colpito il bambino in pieno volto, si sia messa l’arma sotto il mento per farla finita. Nessuno ha sentito nulla, nessuno si è accorto di quanto accadeva: l’appartamento si trova in un’area ricca di fabbriche e poco frequentata il sabato mattina. A scoprire i corpi intorno alle 14, è stato il padre della donna: l’uomo è sceso nel piazzale sottostante urlando. Nel passato di Laura una relazione complessa con il padre del bimbo, un geometra trentanovenne del luogo finita con una burrascosa rottura, contrassegnata da denunce reciproche e, da parte di lei, per stalking nei confronti dell’ex compagno. In questo conflitto un auto sarebbe stata data alle fiamme. Tra i motivi di tensione, come spesso accade in questi casi, la custodia del bambino e i tempi e modalità delle visite paterne. Con l’assistenza di alcuni legali, era tuttavia stato raggiunto un accordo in base al quale l’uomo poteva trascorrere con il piccolo i pomeriggi di mercoledì e venerdì. Il padre oggi sarebbe dovuto andare a prenderlo intorno alle 16. Si è visto arrivare i Carabinieri che portavano la notizia della tragedia. Nell’appartamento sono giunti poco dopo il sostituto procuratore di Macerata Enrico Rastrelli le squadre della polizia scientifica e il medico legale Mariano Cingolani per una prima ricognizione cadaverica. I corpi sono stati spostati, si sono cercati biglietti o messaggi che possano spiegare il gesto. I Carabinieri, a cui sono state affidate le indagini, hanno sentito il padre del bambino, per comprendere in quale contesto possa essere maturata la tragedia. L’uomo sembra abbia un alibi solido. Laura, laureata in economia, era titolare di un’attività di cartotecnica. L’ex sindaco di Recanati Fabio Corvatta, amico di famiglia, l’aveva incontrata una settimana fa e ricorda di averla trovata “serena”: gli aveva mostrato delle foto del bambino mascherato per Carnevale e avevano parlato di un recente viaggio in Inghilterra. Qualcun altro riferisce invece di uno stato di “tensione emotiva” della donna, legato alla necessità di accudire il bimbo da sola. La donna, comunque, non avrebbe avuto problemi economici: laureata in economia, era impiegata presso uno scatolificio della zona. Stava ristrutturando una casa in campagna dove andare a vivere con il figlio, si era trasferita in casa del padre per il tempo necessario.
Dopo la tragedia pare ci siano stati momenti di tensione, all’esterno del capannone, tra i parenti della donna e quelli dell’ex compagno. n segno di lutto, l’amministrazione comunale di Recanati ha annullato la Fiera di San Valentino.

ADB