Profughi torturano e violentano 19enne nella comunità

Un profugo pakistano (Sean Gallup/Getty Images)
Un profugo pakistano (Sean Gallup/Getty Images)

Torture, minacce e violenze di ogni tipo, reiterate e filmate con il telefonino. Il tutto è avvenuto in una comunità di accoglienza dei migranti di Vicenza. Protagonisti tre profughi pachistani che ora sono stati arrestati con accuse pesantissime.

I tre hanno preso di mira un loro connazionale di 19 anni, analfabeta e totalmente indifeso. Inizialmente gli hanno chiesto e rubato i pochi soldi che i migranti ricevono quotidianamente per le loro piccole spese. Poi dopo una segnalazione in Prefettura che si era limitata ad una specie di richiamo formale c’è stata una vera e propria escalation di violenza. I tre infatti hanno deciso di vendicarsi per la denuncia iniziando a praticare nei confronti del povero 19enne violenze sessuali di gruppo tutte rigorosamente riprese col cellulare. Le immagini, che poi venivano usate per ricattarlo e per farlo stare zitto, sono state trovate sui telefonini e saranno usate per inchiodarli alle loro responsabilità. Inoltre i tre pachistani non si limitavano agli stupri di gruppo, ma infliggevano alla loro vittima anche terribili torture come marchiature a fuco fatte con monete roventi nelle parti intime o come quella di bere a forza fino allo svenimento.

I tre finiti dietro le sbarre sono Ullah Noman, 28 anni, Jamel Abas Cheema, 32enne e Imran Ghulam Rasool, 33enne. Erano arrivati in Italia con un barcone e poi da Caltanissetta erano stati trasferiti a Vicenza. Qui avevano vissuto dapprima all’hotel Adele, primo centro di smistamento, per poi essere destinati nella comunità nella quale poi hanno deciso di compiere i loro atti criminali.

F.B.