Dà fuoco alla fidanzata incinta di 8 mesi

Maria Peiner (Web)
Maria Peiner (Web)

Non voleva diventare padre, non volevo prendersi questa responsabilità, voleva la sua libertà. Così, dopo aver visto per otto lunghi mesi crescere il pancione con suo figlio all’interno, ha deciso di estirpare il problema alla radice. Eren Toben, 20 anni, di Berlino, insieme al suo complice Paul Daniel Muller ha convinto la fidanzata Maria Peiner, 19 anni, a salire in auto con loro dicendole che sarebbero andati a comprare dei vestitini per il piccolo in arrivo.

Purtroppo era solo una scusa per farla andare con loro. La povera Maria venne portata in un bosco fuori città e poi venne colpita dapprima con un bastone. In seguito le furono inferte numerose coltellate con un coltello da pane e infine, quando era ancora viva, venne cosparsa di liquido infiammabile e data alle fiamme. Maria morì insieme al bambino che portava in grembo per il capriccio di un ragazzo che di fronte alla prima vera responsabilità della sua vita ha perso la testa. I due assassini pensavano di aver compiuto il delitto perfetto e che nessuno risalisse mai a loro. Peccato che il coltello pieno delle loro impronte fu trovato a pochi metri dal corpo carbonizzato di Maria. I due sono stati poi condannati a 14 anni di carcere, una pena fin troppo lieve per un delitto così efferato. Il giudice Regina Alex durante il processo ha spiegato: “Per lui l’omicidio era la soluzione che gli avrebbe garantito la libertà e una vita felice. Ha abusato dell’amore di Maria per farle un’imboscata. Mentre era avvolta dalle fiamme la ragazza era ancora cosciente. Per quanto riguarda il complice dell’omicidio, posso dire che ha agito solo con lo scopo di provare piacere nel distruggere la vita di un altro essere umano”.

F.B.