Chiesto l’ergastolo per l’infermiera killer

L'infermiera ride vicino al cadavere (Foto Corriere di Romagna)
L’infermiera ride vicino al cadavere (Foto Corriere di Romagna)

Al termine della sua requisitoria durata quasi cinque ore il Pm Angela Scorza ha espresso la sua richiesta di condanna per Daniela Poggiali, l’infermiera killer di Lugo di Romagna in carcere dal 10 ottobre scorso perché accusata della morte di una donna di 78 anni a cui avrebbe iniettato del cloruro di potassio in dosi letali. Il pubblico ministero ha chiesto par l’accusata l’ergastolo e  l’isolamento diurno per un anno e mezzo.

Nella ricostruzione fatta dall’accusa l’infermiera dopo aver fatto uscire la figlia della vittima è rimasta sola con lei per dieci minuti, giusto il tempo necessario per farle l’iniezione letale. La donna avrebbe poi tentato di depistare le indagini consegnando al laboratorio una fiala di sangue che non era della paziente e dopo la sua morte scambiando l’ago del suo deflussore con quello di un altro paziente. Inoltre il pm ha parlato di tutti i furti (70-80 all’anno) verificatasi nel reparto della Poggiali. E soprattutto delle numerose morti sospette sempre in sua presenza. “In criminologia – ha spiegato – sarebbe indicata come serial killer dominante: uccidendo, si sentono potenti. E lei ha ucciso non per pietas ma perché si compiace di dare la morte”.

Nel processo sono intervenute poi anche le parti civili. L’Ausl Romagna (avvocato Giovanni Scudellari) ha chiesto 600 mila euro; il collegio provinciale degli Infermieri (avvocato Valentina Fussi) 180 mila euro; e i due figli della defunta (avvocati Marco Martines e Maria Grazia Russo) 500 mila euro a testa. La sentenza è attesa per l’11 marzo prossimo.

F.B.

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