Caso Vannini, l’interrogatorio ad Antonio Ciontoli

Famiglia Ciontoli (foto dal web)
Famiglia Ciontoli (foto dal web)

 

 “Io e la mia famiglia stiamo vivendo un momento drammatico stiamo ricevendo minacce anche molto serie e non più posso vivere a casa, ho i giornalisti piantati sotto casa, non posso più vivere. Questa storia mi sta creando un danno economico allucinante, non sono ricco. Al momento a lavoro sono in licenza di convalescenza, perché non sto bene. Non so fino a che punto posso arrivare”. Un audio che mette i brividi..

Nella puntata di Quarto Grado in onda nella serata di ieri  è stato trasmesso  per la prima volta in esclusiva uno stralcio d’audio relativo al caso Marco Vannini, il bagnino di Cerveteri ucciso nella casa della sua fidanzata. Si tratta dell’interrogatorio di Antonio Ciontoli, l’uomo che ha sparato a al ragazzo nella sua abitazione di Ladispoli. Il militare viene chiamato a raccontare la sua versione dei fatti, ma deve dire la verità non continuare a raccontare bugie è questo il punto di partenza che sottolinea il pubblico ministero. E così il papà Antonio inizia il suo classico racconto: spiega che l’arma era in bagno, che Marco avrebbe voluto vederla, che lo sparo è partito per caso. A questo punto viene interrotto: è inutile andare avanti nell’interrogatorio se si devono dire cose non vere. L’avvocato chiede di parlare con il suo assistito per alcuni minuti e successivamenre il presunto assassino di Marco, dopo aver fatto mente locale sulle intercettazioni in cui Martina, la figlia e fidanzata del bagnino , spiega come sono andati i fatti, dà una nuova versione della vicenda. Ma racconta che sua figlia non era in quella stanza, che non avrebbe mai voluto far del male a Marco, che la pistola era carica ma lui non lo avrebbe mai immaginato. E ammette di non aver molta dimestichezza con le pistole : un militare, un uomo che ha ricevuto encomi e riconoscimenti tiene in casa delle armi cariche per anni. Il Ciontoli continua quindi a negare che il gesto sia stati fatto con cattiveria e spiega che non ha chiamato i soccorsi solo perchè pensava che anche per Marco sarebbe stato un problema. Ennesima atto che fa disperare mamma Marina e papà Valerio. In questo interrogatorio Antonio piange per sè, per la sua famiglia ma dalla sua bocca non esce mai un pensiero per Marco che lo ricordiamo, qualora ce ne fosse bisogno, è la sola vittima in questa vicenda. Un giovane ragazzo  di 20 anni deceduto senza un motivo in una sera qualunque di primavera.

MD