Luca Varani (Facebook)

Luca Varani (Facebook)

Ci sarebbe l’abuso di abuso di alcol e droga dietro l’omicidio di Luca Varani, 23 anni, avvenuto in un appartamento del quartiere Collatino, alla periferia di Roma. A consolidare questa tesi ci sarebbe la drammatica confessione di uno dei suoi assassini, lo studente universitario Manuel Foffo, 30 anni, figlio di un assicuratore molto noto in zona, davanti ai carabinieri: “Eravamo gonfi di alcol e droga, in preda alle allucinazioni, quando io e Marco abbiamo seviziato e ucciso Luca nel pieno di un festino consumato a casa mia. Volevamo vedere l’effetto che fa”.

E’ stato Foffo a chiamare in causa il suo complice, Marco Prato, anch’egli di circa 30 anni, che alloggiava in un hotel in zona piazza Bologna, dove è stato ritrovato svenuto con di fianco una bottiglia d’alcol e un flacone di barbiturici. Immediatamente soccorso, il giovane è stato poi trasportato all’ospedale Sandro Pertini, dove non sarebbe comunque in pericolo di vita. Questo il racconto di Manuel Foffo: “Dopo avere assunto quasi dieci grammi di coca, io e Marco abbiamo siglato un patto, decidendo di uccidere qualcuno. Abbiamo chiesto a Luca di raggiungerci a casa mia. Non so perché lo abbiamo fatto, eravamo in preda al delirio”.

Da quel che si apprende, il corpo senza vita di Luca Varani, incensurato, sarebbe stato trovato diverse ore dopo la morte, nudo in camera da letto, con numerose ferite sul corpo, anche se resta da chiarire se sia stato spogliato in un secondo momento. Sembra invece certo che il suo decesso sarebbe avvenuto nella notte tra venerdì e sabato, ma tutti i dubbi saranno sciolti nelle prossime ore dall’autopsia.

GM