Padre Amorth: “Ecco chi c’è dietro all’omicidio Varani”

Padre Amorth (Web)
Padre Amorth (Web)

Padre Amorth, il noto esorcista oggi 91enne e gravemente malato, ha voluto in qualche modo far sapere la sua opinione sul brutale omicidio di Luca Varani. Lo ha fatto attraverso i suoi collaboratori dato che lui è ormai da molto tempo che non appare più in pubblico. La sua teoria è molto semplice quanto in linea con quella che è stata la sua intera vita. Amorth spiega che dietro al delitto si potrebbe nascondere lo zampino del diavolo. Secondo lui infatti la cocaina è il “diavolo bianco” e “Satana può servirsi anche della droga per raggiungere i suoi scopi”. Padre Amorth poi ragiona partendo dalla motivazione data inizialmente dai due imputati (“volevamo vedere l’effetto che fa”): “Una motivazione cinica e assurda dietro cui non può che celarsi l’ impronta di Satana – spiega l’ esorcista -. In passato è accaduto anche per altre storie maledette come quella della povera suor Maria Laura Mainetti, accoltellata a morte da tre ragazze appena adolescenti. Faccio mia la frase di un celebre psichiatra ateo, il professor Emilio Servadio: Quando si vede una perfidia raggiungere apici che non sono umanamente spiegabili, lì io vedo l’azione del demonio. I giovani ricevono dai genitori tutto, tranne la fede. Anche le ragazzine che uccisero la suora di Chiavenna dissero che l’ avevano fatto per noia. Proprio come i giovani di Roma che hanno trucidato l’amico per vedere l’effetto che fa. Quando scompare la fede dalla vita di un popolo, il diavolo finisce col guadagnare sempre più terreno. Satana può servirsi anche dalla droga per raggiungere i suoi scopi. Le sostanze stupefacenti esercitano un’ attrattiva maledetta, promettendo esperienze ed emozioni nuove, affascinanti. Chi usa gli strumenti del demonio si illude di acquistare poteri che altri non hanno. E il diavolo li dà davvero i suoi doni: ricchezza, piaceri e successi. Sono le stesse tentazioni subite da Cristo: Ti do tutto il mondo se prostrato mi adorerai”.

F.B.

Leggi anche:

Il criminologo: “Perchè gli assassini di Luca non devono farla franca”