Sara Mascheroni (a sinistra) e Francesca Boari (Web)

Sara Mascheroni (a sinistra) e Francesca Boari (Web)

Francesca Boari e Sara Mascheroni sono morte in un incidente avvenuto ieri notte mentre si trovavano in auto con altre due persone. Loro erano due giovanissime di soltanto sedici anni, amiche inseparabili, accomunate raccontano oggi parenti ed amici da una grande voglia di vivere. Tutti coloro che volevano bene alle due ragazze ci tengono a sottolineare che questo incidente non rientra nel cliché delle stragi del sabato sera spesso causate da abusi vari in primis quello di alcol.

Loro erano davvero due brave ragazze e quella sera erano state a bere qualcosa con il conducente ventenne di Sant’Angelo P.C. e la sorella di Francesca, Aurora Boari, di 14 anni per celebrare con un po’ di svago la fine del ritiro spirituale. Gli esami tossicologici effettuati sui ragazzi coinvolti conferma che non avevano assunto nessuna sostanza né avevano dosi superiori al consentito di alcol nel sangue. Si tratta di una tragedia che ha gettato nello sconforto l’intera comunità di Sant’Angelo Lodigiano, proprio come conferma il parroco.  Don Mario Bonfanti era insieme a loro al ritiro spirituale organizzato nel seminario di Lodi in occasione del Giubileo e dell’apertura della Porta Santa e ha visto le due amiche fino a poco prima che si recassero insieme agli altri nel locale: “Le due ragazze erano sempre sorridenti, avevano voglia di vivere, partecipavano a catechesi, facevano le educatrici, recitavano nei musical e hanno sempre vissuto l’oratorio – spiega il sacerdote commosso –. Erano amiche inseparabili. Mi rimarrà impresso il loro desiderio di costruire il futuro”.

Proseguono intanto le analisi e le indagini dei carabinieri per provare a capire cosa sia esattamente successo nell’incidente. A quanto pare la Renault Capture dei ragazzi dovrebbe essere uscita di strada autonomamente in un punto in cui c’è una doppia curva molto pericolosa che in passato ha già causato altre morti. “Non si tratta di curve cieche ma che possono ingannare, basta una ruota leggermente giù dal ciglio e si manifesta il pericolo”, spiega un residente della zona.

F.B.