Muore a 17 anni, ma su Facebook c’è chi esulta

Stefano Pulvirenti insieme alla fidanzata Ludovica (Facebook)
Stefano Pulvirenti insieme alla fidanzata Ludovica (Facebook)

Stefano Pulvirenti aveva solo 17 anni ed è morto in un tragico incidente avvenuto vicino a Siracusa. Un dramma incredibile per la famiglia e per gli amici del povero ragazzo. Una tragedia che sconvolge anche chi non lo conosceva che davanti alla morte di un adolescente rimane com’è normale che sia senza parole. Purtroppo c’è chi invece le parole le ha trovate e le ha usate sui social network che in questo caso confermano la tesi del compianto Umberto Eco: “Danno la parola a legioni di imbecilli”. Difficile definire in altro modo l’operaio 40enne di Settimo Torinese che ha commentato così su un falso profilo Facebook la morte del 17enne: “Sono felicissimo, un terrone in meno da mantenere”. Non contento aveva poi aggiunto: “Quando vedo queste immagini e so che nella bara c’è un terrone ignorante, godo tantissimo: peccato che ero al Nord, altrimenti avrei cagato su quella bara bianca. Buonasera terroni merdosi. Non è morto nessun altro di voi oggi?”.

Frasi inqualificabili che per fortuna non sono passate inosservate agli occhi attenti della polizia. L’operaio torinese è stato identificato dal Nucleo investigativo telematico (Nit) e denunciato dalla Procura di Siracusa per diffamazione aggravata da finalità di odio razziale. Per ora purtroppo l’unica pena che gli è stat inflitta è stata quella del sequestro del computer. Senza dubbio troppo poco per un comportamento del genere. Il procuratore Francesco Paolo Giordano e il sostituto Antonio Nicastro, titolari dell’inchiesta, hanno definito questa vicenda “disumana” spiegando: “Fra le varie forme di povertà, la povertà morale è quella che rischia di mettere a maggiore rischio la dimensione umana”.

F.B.