(Pixabay)

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Nelle stesse ore in cui moriva alle Torrette di Ancona, dove era stata trasportata d’urgenza, la donna che appena 24 ore prima si era data fuoco con la benzina nel suo orto, a Passo  di Treia, nel maceratese, le Marche hanno dovuto fare i conti con un nuovo tentativo di suicidio, ancora una volta legato a motivi economici, stavolta nell’anconetano. A provare a uccidersi è stato un artigiano osimano di 38 anni, padre di famiglia.

L’uomo, secondo quanto ricostruito, si è appartato con il furgone in una stradina di campagna dietro la Bftm, azienda di scaffalature metalliche nella zona industriale Cian, al confine con Numana. Una volta trovatosi solo, il 38enne ha collegato il tubo del gas di scarico della propria auto all’interno dell’abitacolo, ci si è chiuso e ha acceso il motore con l’intenzione di abbandonarsi a un sonno profondo. A salvarlo è stato un carabiniere, intervenuto in extremis dopo la segnalazione di un passante alla centrale operativa della Compagnia di Osimo.

Dopo il pronto intervento del 112, è giunta sul posto un’ambulanza, che ha estratto l’uomo, in stato di semincoscienza, dal furgone intestato alla propria ditta. Accanto al suo corpo, era presente un biglietto d’addio vergato a penna, con scritto “Scusatemi tutti”. A portare alla disperazione l’artigiano, descritto come un bravo ragazzo e un gran lavoratore, sarebbero state le condizioni economiche in cui si sarebbe ritrovato nell’ultimo periodo.

 

GM