Insultata perché brutta, diventa simbolo della lotta al bullismo

Lizzie Velasquez, originaria di Austin, è una delle tre persone al mondo ad essere affette da sindrome neonatale progeroide, una rara patologia che le rende impossibile prendere peso, causandole anche l’invecchiamento precoce e costringendola a mangiare ogni quindici minuti per poter sopravvivere. La cattiveria umana ha fatto sì che venisse bollata come “la donna più brutta del mondo”, ma di quell’insulto, arrivato quando aveva appena 17 anni, lei ne ha fatto tesoro.

Così Lizzie Velasquez è divenuta una speaker motivazionale, che va in giro per il mondo portando avanti le sue battaglie anti-bullismo e riceverà ora il Latinovator Award un riconoscimento riservato ad influenti rappresentanti del mondo latino. La giovane si è raccontata all’HuffPost: “Le mie origine ispaniche mi hanno reso la persona che sono oggi, senza alcun dubbio. La cosa più importante che ho appreso dalla mia cultura è che il sostegno delle persone che ami è importante”.

Un ringraziamento speciale viene dedicato da Lizzie Velasquez alla famiglia: “Mio padre è uno spasso… Sono cresciuta senza provare dispiacere per me stessa, perché in un modo o nell’altro mio padre ci faceva ridere. Credo che sia per questo se oggi sono capace di non prendere la mia situazione troppo seriamente, perché alla fine non conta quello che sto sopportando, c’è sempre qualcun altro che sta passando di peggio”.

“Quando andavamo in vacanza i miei cugini, gli zii e le zie e tutti gli altri, mi facevano sentire semplicemente Lizzie” – ha proseguito – “Non mi hanno mai riservato un trattamento diverso, né attenzioni particolari. Mi hanno sempre trattata come chiunque altro. Avere queste basi e ricevere un simile supporto dalla mia famiglia è stato immenso”.

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GM