(PHILIPPE FRANCOIS/AFP/Getty Images)

(PHILIPPE FRANCOIS/AFP/Getty Images)

“Seguiamo la situazione minuto per minuto, la priorità assoluta va alle vittime e alla gente presente in aeroporto”, queste le prime parole, rilanciate via Twitter, del premier belga Charles Michel, commentando le esplosioni che hanno causato – secondo le prime informazioni – 11 morti e 25 feriti all’aeroporto Zaventen di Bruxelles. Intanto, il bilancio sembra destinato ad aggravarsi, poiché il numero di corpi privi di vita trovati nella metro si aggirerebbe tra i dieci e i venti, e i media del Paese rilanciano la notizia che le esplosioni sarebbero state precedute e seguite da raffiche di mitra e urla in arabo.

Lo scenario è devastante e viene confermato che resta ancora latitante Najim Laachraoui, il venticinquenne considerato uno dei logisti delle stragi del 13 novembre a Parigi.  Sarebbe stato lui, secondo la ricostruzione, a preparare alcuni degli ordigni esplosi nella capitale francese. L’Europa intera nel frattempo si stringe intanto intorno a uno dei suoi Paesi fondatori: dall’Italia, oltre a Matteo Salvini, che si trova proprio a Bruxelles, e al premier Renzi, attestati di solidarietà sono giunti in questi minuti dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, e dal ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. “Dolore e sgomento per attacco a Bruxelles e al cuore dell’Europa. Oggi più che mai serve risposta unitaria. Il terrorismo non ci piegherà”, ha twittato la terza carica dello Stato.

Il responsabile della Farnesina ha invece commentato: “Seguo con il fiato sospeso l’evolversi della situazione a Bruxelles e mi stringo al popolo e al governo belga colpito da un nuovo attacco terroristico. Tutte le strutture della nostra diplomazia sono attivate per prestare massima assistenza ai nostri connazionali”. Preoccupazione anche al Viminale, con Angelino Alfano che ha annunciato: “Ho convocato per oggi pomeriggio, alle 15, presso il ministero, il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica al fine di valutare ulteriori misure di prevenzione e di contrasto alla minaccia terrorista“.

Di “attacco contro l’Europa democratica” ha parlato invece il primo ministro svedese Kjell Stefan Löfven e nel frattempo il presidente francese, Francois Hollande, ha convocato una riunione di crisi all’Eliseo alla presenza del premier Manuel Valls, del ministro della Difesa, Jean-Yves le Drian e di quello degli Interni, Bernard Cazeneuve. “Sono scioccato e preoccupato dagli eventi a Bruxelles. Faremo qualsiasi cosa per aiutare“, sono invece le parole del premier britannico David Cameron.

GM