Serena Mollicone, salma riesumata: “Il killer sarà scoperto”

Serena MolliconeIl feretro di  Serena Mollicone, la ragazza uccisa nel 2001 nel frusinate, è stato riesumato ieri mattina dalla tomba in cui riposava da 15 anni nel cimitero di Rocca D’Arce. La procura di Cassino,  che sta indagando da anni su questa triste storia,  ha nuovamente disposto un esame medico legale che si svolgerà a Milano. C’è voluto il consenso del padre della ragazza per cercare nuovi elementi utili agli inquirenti e nella speranza di riuscire a individuare il killer. Guglielmo Mollicone ha messo una rosa nel furgone, al fianco della bara, all’arrivo nella piazza di Arce.  Con lui, lo zio di Serena, Antonio, e alcuni concittadini. L’uomo è poi ripartito per fermarsi nuovamente davanti alla caserma dei carabinieri e sbrigare le ultime pratiche. Dopo il furgone è ripartita per il capoluogo lombardo.

E proprio a Milano si cercherà di capire se la frattura cranica riscontrata è compatibile con il colpo che ha portato allo sfondamento di una porta in un alloggio vuoto della caserma dei carabinieri di Arce. Un’ ipotesi terribile dunque, uno scenario inquietante. Guglielmo Mollicone aveva paura che qualcuno andasse a toccare la bara della figlia la sera prima della riesumazione: “Ieri sera sono andato davanti al cimitero perché temevo che qualcuno potesse danneggiare il feretro di mia figlia – ha fatto sapere – Ho passato li tutta la notte”.

Al momento per l’omicidio di Serena sono indagati l’ex maresciallo dei carabinieri Franco Mottola, il figlio Marco e la moglie Anna Maria. Tutti sospettati di omicidio volontario e occultamento di cadavere, con l’aggravante della crudeltà.

E’ stata una decisione sofferta, quella di dare l’assenso ad ulteriori  indagini sul corpo. Il viaggio verso Milano dietro il furgone mortuario però Guglielmo alla fine non l’ha fatto: “Sarei voluto andare, ma mi hanno detto che non sarebbe stato salutare. E poi, ripensandoci, per fare cosa? La saluterò al casello di Ceprano e l’aspetterò al rientro”.

MD