La bolletta elettrica usata per decidere l’aliquota Ici della casa

La bolletta elettrica usata per decidere l'aliquota Ici della casa
La bolletta elettrica usata per decidere l’aliquota Ici della casa

Una novità che probabilmente non sarà esente da code di polemiche e lamentale: in pratica, secondo quanto ha stabilito la commissione tributaria con la sentenza n. 782/13/2016 dell’11 febbraio 2016, una bolletta della luce troppo bassa può far scattare un aumento dei tributi sulla casa.

E’ necessario fare un passo indietro: la prima casa gode infatti di aliquote Ici più basse secondo quanto stabilito dall’art. 8, comma 2, del D.Lgs. n. 504/1992; secondo però questa nuova sentenza perché un’abitazione sia considerata ‘prima casa’ (quindi casa principale e abituale), non basterebbe più avere ‘solo’ la residenza in quella stessa casa.

“Perché una casa sia considerata abitazione abituale occorre viverci effettivamente”, ha stabilito la commissione altrimenti non si ha diritto all’aliquota Ici più bassa. “L’importo della bolletta attesta se una casa è abitazione abituale o meno, ha stabilito ancora la sentenza, perché i consumi elettrici che la bolletta riporta attestano quanto quella casa viene effettivamente usata”.

Di fatto la bolletta elettrica diventa una prova per decidere l’aliquota Ici da applicare in caso di controversie in merito al regime fiscale cui è sottoposto l’immobile. I giudici tributari hanno sottolineato che “I consumi elettrici rappresentano una misurazione specifica, diretta, strumentale della frequenza e intensità con la quale una famiglia convive in un determinato immobile per le necessità di sopperire alle ore di buio, di conservare i cibi al fresco, di riscaldare gli interni nelle giornate più fredde e così via”.

LC