Raccolgono cibo per gli italiani poveri, ma qualcuno non è d’accordo

Uno dei feriti mentre viene soccorso dal 118 (Facebook)
Uno dei feriti mentre viene soccorso dal 118 (Facebook)

Rimini è stato teatro di un fatto gravissimo, uno scontro che di politico ha solo il pretesto, ma che si tratta in realtà di una vera e propria spedizione punitiva. Un gruppo di militanti di Forza Nuova stava raccogliendo cibo per i poveri destinato ad italiani in difficoltà. Ad un certo punto un gruppo composto da più di 30 antagonisti del centro sociale “Casa Madiba”, tutti armati di spranghe e bastoni, ha accerchiato e aggredito i militanti di Forza Nuova intenti nell’opera di volontariato. Ne è scaturita una rissa con diversi feriti e alcuni accompagnati in questura dalla polizia intervenuta di lì a poco. Dopo il fattaccio è nato il solito balletto e rimbalzo delle responsabilità. Gli antagonisti hanno cercato di addossare la colpa su Forza Nuova sostenendo di essersi presentati di fronte al supermarket dove c’è stata la rissa armati solo di scope. Le telecamere di sicurezza sembrano però raccontare un’altra versione dei fatti. Apparirebbe infatti chiaro che a dare il via a tutto siano stati gli appartenenti al centro sociale che, in maniera del tutto repentina e senza aver ricevuto alcuna provocazione, dagli sfottò sono passati direttamente al pestaggio.

Adesso la paura dei riminesi è che si scateni una specie di “guerra” con l’attesa di una sorta di vendetta dei militanti di estrema destra. Il sindaco ha parlato chiaramente sia in merito all’accaduto sia a proposito di quello che dovrebbe accadere: “Ciò che è accaduto sabato scorso in via Dario Campana è quanto di più vergognoso possa accadere, con un uso incontrollato della violenza vera e dell’intolleranza ideologica. Insulti, aggressioni, scontri, violenze, sangue in mezzo alla gente, in quello che doveva essere un sabato sereno. Le autorità preposte possono e devono andare a fondo per individuare chi ne è responsabile, individualmente e/o collegialmente. Questo appunto è un compito demandato alla legge e alla democrazia. E anche il Comune di Rimini potrà assumere le decisioni che riterrà più opportune a tutela della comunità nei confronti del o dei colpevoli, una volta accertate le responsabilità. Va però ribadito a chiare lettere che ora più che mai la Rimini democratica non accetta e non accetterà dichiarazioni e manifestazioni violente e di vendetta. La città non diventerà terreno di nuovi fatti e parole intolleranti; Rimini, medaglia d’oro al valore civile, respinge da sempre il razzismo, la prevaricazione, gli estremismi pericolosi, da qualsiasi parte essi provengano. E lo farà, se è il caso, anche questa volta”.

F.B.