Bossetti e la pedopornografia: “Dai pc è tutto chiaro”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:53
Bosetti , la moglie e il Pm Ruggeri (screen shooto you tube)
Bosetti , la moglie e il Pm Ruggeri (screen shoot you tube)

Finite le vacanze pasquali, si è subito tornati  in aula a Bergamo con il processo a carico di Massimo Bossetti, unico accusato per l’omicidio della giovane ginnasta Yara Gambirasio. Dopo i test ascoltati, portati dall’accusa, prosegue la carrellata di testimoni a difesa del carpentiere di Mapello. Solo nella giornata di oggi dovrebbero presentarsi una quindicina di persone.

Giovanni Bassetti, consulente informatico della difesa, presente in aula, ha analizzato il lavoro dei consulenti informatici della Procura sui due pc (un fisso e un portatile) di Massimo Giuseppe Bossetti. Dai suoi esami è emerso quante volte compare la parola “ragazzine” e ha raggruppato la parola in cinque “evidenze”. Secondo Bassetti da questi elementi non emergerebbe materiale illecito e non vi sarebbe stata alcuna ricerca su internet vicina a contenuti pedopornografici.

Il quadro che emergerebbe dall’uso del computer  da parte del figlio legittimo di Giuseppe Guerinoni, l’autista di Gorno morto nel 1999, da cui è partita la pista di ignoto 1, è quello di un utente medio, che sa usare i siti web. Nei due pc sequestrati in casa del muratore “non c’è nessuna evidenza di ricerche che denotino un interesse particolare” nei confronti di ragazzine. I siti consultati dai due pc, inoltre, sono di argomento pornografico ma non pedopornografico e aderiscono tutti alla campagna contro la pedopornografia.

Il processo va avanti

In aula a Bergamo oggi, sono stati sentiti  una serie di testimoni, citati dalla difesa, che alla fine del 2010, quando la ragazza scomparve, frequentavano il centro sportivo da cui Yara  quella sera del 26 novrembre, sparì per sempre. In tanti, hanno fatto sapere, di non aver mai visto Massimo Bossetti prima dell’arresto del 16 giugno 2014. Tutt i test, la maggior parte genitori di ragazzi che frequentavano il centro sportivo, hanno spiegato che, pur avendo fatto mente locale dopo aver appreso la notizia della scomparsa, non ricordavano nulla di strano in quel drammatico giorno.

 Nei giorni scorsi, la difesa del muratore di Mapello ha presentato una nuova lista testimoni: da 711 a 160 nomi circa, che i legali del muratore di Mapello ritengono però “irrinunciabili”. La Corte deciderà se ammetterli tutti oppure solo una parte.