Miliziani italiani nel Donbass contro il governo di Kiev

Massimiliano Cavalleri e Gabriele Carugati (Facebook)
Massimiliano Cavalleri e Gabriele Carugati (Facebook)

Come Karim Franceschi ha combattuto con le milizie curde per liberare Kobane dall’Isis, così ci sono degli italiani in Ucraina tra le milizie separatiste del Donbass. Si tratta del varesino Gabriele Carugati e del bresciano Massimiliano Cavalleri, nome di battaglia “Spartaco”, ribattezzati “gli italiani di Putin”. In precedenza, era emersa la storia personale di Francesco, che combatteva la guerra sul fronte ucraino, dalla parte del governo di Kiev.

Gabriele e Massimiliano sono stati intercettati e intervistati dal quotidiano ‘Il Giornale’. Ha raccontato Cavalleri: “Ogni volta che sparo a un soldato ucraino, immagino di colpire uno dei nostri politici di Bruxelles”. Quindi ha proseguito: “Ho visto molti miei compagni morire. Quando il piombo ti scava la carne, vieni colto da una sorta di scarica nervosa. Ricordo che quel giorno mi gettai sulla mitragliatrice e iniziai a sparare come un ossesso. Perdemmo molti camerati, ma riuscimmo a respingere tutti gli assalti ucraini”.

La loro vicenda si intreccia con quella di una mezza dozzina di giovani italiani che hanno scelto di imbracciare le armi contro il governo di Kiev in quella che è la situazione di maggior tensione alle porte dell’Europa. Il sogno è quello di poter un giorno esportare quel modello di guerriglia nel Belpaese: “Perché combatto quaggiù? Perché se oggi vinciamo in Ucraina, domani potremo farlo in Italia”.

GM