Il figlio di Riina ospite da Vespa difende il padre: è polemica

Totò Riina (Web)
Totò Riina (Web)

E’ scoppiata una feroce polemica in merito all’apparizione di Salvo Riina, figlio del boss dei boss Totò, nel salotto di Bruno Vespa a Porta a Porta. L’uomo che ha scritto un libro sulla sua famiglia è andato a fare promozione al suo lavoro e ha ricordato gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza passati accanto al padre. Salvo Riina ha parlato anche di quando insieme al padre guardavano il telegiornale che dava la notizia della morte di Falcone, ordinata proprio dal boss. Il figlio di Riina, scatenando l’ira di molti, ha anche parlato dei giudici uccisi da suo padre: “Io non giudico Falcone e Borsellino. Qualsiasi cosa io dico sarebbe strumentalizzata. Se io esterno un parere su queste persone viene strumentalizzato, io ho sempre rispetto per i morti, per tutti”. L’uomo ha poi parlato di suo padre elogiandolo e criticandone l’arresto: “Per me lo Stato è l’entità in cui vivo, questo per me è lo Stato. Io rispetto lo Stato, l’ho sempre rispettato, magari non condivido determinate leggi o sentenze. Se condivido l’arresto di mio padre? No, perché è mio padre. A me hanno tolto mio padre. Io amo lui e la mia famiglia, non tocca a me giudicare le azioni della mia famiglia, io giudico ciò che mi hanno trasmesso, i valori, il rispetto. Se io oggi sono la persona che sono lo devo ai miei genitori. Alla domanda su cosa sia la mafia la risposta lascia senza parole: “Non me lo sono mai chiesto, non so cosa sia. Oggi la mafia può essere tutto e nulla. Omicidi e traffico di droga non sono soltanto della mafia”.

Questo intervento nella rete ammiraglia della Rai ha scatenato come dicevamo molte polemiche. Tra le più agguerrite Rosy Bindi, presidente della Commissione antimafia: “Mi auguro che in Rai ci sia un ripensamento. Ma se questa sera andrà in onda l’intervista al figlio di Totò Riina, avremo la conferma che ‘Porta a Porta’ si presta ad essere il salotto del negazionismo della mafia e chiederò all’ufficio di Presidenza di convocare in commissione la presidente e il direttore generale della Rai”. Duro anche il presidente del Senato Pietro Grasso: “Non mi interessa se le mani di Riina accarezzavano i figli, sono le stesse macchiate di sangue innocente. Non guarderò Porta a Porta”.

F.B.