L’appello della libraia: “Non vendiamo il libro di Riina jr”

Il cartello della libreria di Catania (Facebook)
Il cartello della libreria di Catania (Facebook)

Mentre esplode la polemica in merito all’apparizione di Salvo Riina, figlio del boss dei boss Totò, nel salotto di Bruno Vespa a Porta a Porta, avvenuta ieri sera, a Catania, all’ingresso della libreria ‘Vicolo Stretto’, è apparso un eloquente cartello che la dice chiara sulle intenzioni della commerciante: “In questa libreria non si ordina né si vende il libro di Salvatore Riina”. La fotografia del cartello è stata pubblicata su Facebook da Angelica Sciacca, proprietaria della piccola libreria, e sta divenendo virale, con oltre 5mila condivisioni in pochissime ore.

La commerciante spera che altri seguano il suo esempio e infatti scrive: “Chiedo a tutti i miei colleghi di affiggere lo stesso cartello!”. Angelica Sciacca aveva in precedenza condiviso le parole di Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992: “Non ha voluto rispondere, Salvo Riina, alle domande su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Non me ne rammarico, quei nomi si sarebbero sporcati soltanto ad essere pronunciate da una bocca come la sua. In quanto al conduttore Bruno Vespa avrà il merito di fare diventare un best-seller il libro che qualcuno ha scritto per il figlio di questo criminale e che alimenterà la curiosità morbosa di tante menti sprovvedute”.

Durissimo Salvatore Borsellino nei confronti di Bruno Vespa: “Si sarà così guadagnato le somme spropositate che gli vengono passate per gestire un servizio pubblico di servile ossequio ai potenti, di qualsiasi colore essi siano. Qualcuno ha chiamato la trasmissione “Porta a Porta”, la terza Camera, dopo la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica, questo significa infangare le istituzioni, infangare la nostra Costituzione, sport che sembra ormai molto praticato nel nostro paese. In quanto a noi familiari delle vittime di mafia eventi di questo tipo significano ancora una volta una riapertura delle nostre ferite, ove mai queste si fossero chiuse”, conclude il leader del movimento delle ‘Agende Rosse’, che invita a fare ‘Resistenza’ contro questo sistema.

GM