Il figlio dell’agente della scorta di Falcone risponde a Riina jr.

Antonio Emanuele Schifani (Web)
Antonio Emanuele Schifani (Web)

Ha suscitato tanto clamore, polemiche e sdegno la partecipazione del figlio del boss Totò Riina alla trasmissione di Bruno Vespa Porta a Porta. Attacchi alla Rai sono arrivati da diverse parti. Durissimo per esempio era stato Enrico Mentana (“Ospitare il figlio di Riina perché ha il libro in uscita non è giornalismo. Questo si chiama in un altro modo. Poi, a nostro avviso, tutto ci può stare, tutto può passare dentro la televisione, perché la scelta spetta al telespettatore, che semplicemente cambia canale. Il problema è quando succede con i soldi che vengono imposti sotto forma di canone nella tassazione, in questo caso in bolletta dell’Enel, a tutti gli italiani in possesso di un televisore”), così come il fratello del giudice Borsellino (“Avrei preferito non essere costretto ad essere assalito dal senso di nausea che ho provato nel momento in cui ho dovuto leggere che il figlio di un criminale, criminale a sua volta, comparirà questa sera nel corso di una trasmissione della RAI”). Forse però il commento più forte, non tanto nei toni quanto nell’imbarazzo degli occhi e del volto, è quello di Antonio Emanuele Schifani, figlio di uno degli agenti della scorta di Falcone, morto nell’attentato al giudice antimafia. Il ragazzo commenta così le parole di Riina jr. che parla dei valori trasmessigli dal padre: “Mi verrebbe da chiedere che valori sono quelli che gli ha trasmesso il padre. Qual è per lui la differenza tra il bene e il male”, il tutto con una faccia che dice tutto, della vergogna per quello che ha dovuto vedere davanti ai propri occhi, per la tristezza di una tragedia immane personale e pubblica che lui e sua madre hanno dovuto passare proprio per colpa di Riina.

F.B.