Il consiglio di Morales al Papa: “Consumi un po’ di coca”

Evo Morales e Papa Francesco (ALESSANDRA TARANTINO/AFP/Getty Images)
Evo Morales e Papa Francesco (ALESSANDRA TARANTINO/AFP/Getty Images)

“Guardi io stesso la prendo, è buona, mi fa bene e gliela raccomando. Così sopporta tutta la vita”, con queste parole il presidente della Bolivia, Evo Morales, in visita ieri in Vaticano, ha voluto consigliare Papa Francesco, invitandolo a consumare coca. Il Capo di Stato del piccolo Paese sudamericano ha anche regalato un busto di un indio e tre volumi che esaltano le proprietà farmacologiche della pianta di coca, di cui la Bolivia è uno dei principali produttori al mondo.

Proprio il traffico di droga è stato messo sotto accusa alla vigilia della visita di Morales in Vaticano dalla conferenza episcopale boliviana. I vescovi hanno ribadito  come questo “minaccia la convivenza pacifica e democratica del Paese” visto che la produzione di coca da parte dei cocaleri “oltre a causare la tossicodipendenza, porta la violenza, la corruzione, la menzogna, l’ingiustizia e la morte”. I vescovi ricordavano anche che 2 ex capi dell’anti-droga boliviana sono tuttora detenuti, uno negli USA e un altro in Bolivia.

Come noto, però, proprio i cocaleri sono tra i principali sostenitori di Evo Morales, che si è presentato davanti a Papa Francesco spiegando: “Mi mette tanta allegria questo incontro”. Lo scorso anno, durante il viaggio in Bolivia, il Pontefice consumò del mate di coca per combattere il “soroche”, il mal di montagna, visto che La Paz si trova a 4 mila metri e in aereo tenne poi a precisare ai giornalisti: “Ho preso del mate di coca e non della cocaina”. Lo stesso gesto venne compiuto peraltro da Papa Giovanni Paolo II nel corso del viaggio in Bolivia del 1988.

GM