Addio al piccolo Andrea con polemiche per i soccorsi

Andrea Mistretta (Web)
Andrea Mistretta (Web)

Cinque giorni di speranze, angoscia e preghiere. Ma alla fine il piccolo Andrea Mistretta, di soli 3 anni, non ce l’ha fatta. Il bambino caduto accidentalmente mentre giocava nella sua casa di Marsala lo scorso 9 aprile, è morto dopo cinque giorni di agonia. Ieri si sono svolti i funerali con una partecipazione commossa e straordinaria di tutta la cittadinanza unita e stretta all’incredibile dolore della famiglia. Un dolore misto a tanta rabbia per come si sono svolti i soccorsi. Ecco il racconto che hanno fatto poche ore dopo la morte di loro figlio: “Quando nostro figlio ha sbattuto la testa, sabato nel tardo pomeriggio, ha cominciato ad accusare un forte mal di testa, era vigile e diceva di avere sonno. Abbiamo deciso di portarlo dal pediatra, e in macchina ha vomitato. Quando il pediatra lo ha visitato, dopo dieci minuti di attesa intorno alle 19, ha detto che non aveva nulla e ci ha tranquillizzati: solo nell’1% dei casi, ci ha detto, era possibile un’emorragia cerebrale. Abbiamo osservato che il bambino aveva vomitato quattro volte. Ci ha detto: fatelo dormire, ci aggiorniamo. E invece – hanno aggiunto – quando siamo arrivati a casa il bambino stava ancora male. Alle 10 si è svegliato di botto e ha avuto le convulsioni e lo abbiamo portato al Pronto Soccorso di Marsala, dove non solo abbiamo perso più di 40 minuti di tempo, ma ci hanno detto che l’elisoccorso non funzionava perché era ‘in fermo’. Nostro figlio è stato portato in condizioni già disperate all’ospedale Villa Sofia di Palermo, con l’ambulanza, con un’infermiera che gli teneva sollevata la testa. Dopo la Tac, il bambino è salito in ambulanza, e sono dovuti tornare indietro perché avevano dimenticato i sacchetti per l’urina. E hanno perso altro tempo…”.

Insomma la magistratura avrà il suo da fare. Ora invece per la famiglia è il momento del lutto, del dolore e del silenzio.

F.B.